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20.12.2018

Mal di schiena
o di testa? Occhio
alla gobba da tablet

Mal di schiena o di testa? Occhio alla gobba da tablet
Mal di schiena o di testa? Occhio alla gobba da tablet

Per chi è più tecnologico, ecco un neologismo da non dimenticare: «iGobba». Gli smartphone hanno certamente modificato – in meglio - la nostra vita. Ma, allo stesso tempo, stanno trasformando in senso negativo la nostra postura, costringendo per ore tutti i giorni i nostri corpi in quello che il fisioterapista neozelandese Steve August definisce appunto iGobba o iHunch. Eh già: stare a lungo a fissare lo schermo, inviando messaggi e tenendo il capo chino in avanti (senza pensare agli occhi!) può comportare una posizione innaturale che viene assunta più volte al giorno, che può avere conseguenze per la nostra salute. In media, la testa di un adulto pesa tra i 4,5 e i 5 chilogrammi. Quando incliniamo il capo in avanti di 60 gradi – come si fa quando si legge qualcosa sullo smartphone – il peso cui viene sottoposto il collo è pari a circa 27 chilogrammi. Questo atteggiamento sbagliato può generare rigidità del collo o delle spalle, mal di schiena e mal di testa oltre a determinare, nel tempo, una postura scorretta. «Di solito i primi sintomi di uno squilibrio posturale non sono dolorosi o allarmanti», commenta Roberto Pozzoni, specialista in Ortopedia e Traumatologia. «Non ci sono delle tempistiche predefinite per stabilire il momento in cui la situazione si aggraverà: mesi o anni, dipende dal protrarsi della condizione di squilibrio posturale e dall’età del soggetto. Nonostante siano numerosi i disturbi conseguenza di difetti posturali, non sempre è così immediata l’identificazione della causa per quanto esistano campanelli d’allarme che devono portare al controllo del medico, come, ad esempio, l’asimmetria del movimento, o vizi torsionali accompagnati da riduzione del movimento articolare». Contromisure? Per prevenire e affrontare i disturbi posturali bisogna, innanzitutto, imparare a guardarsi e a dare ascolto al proprio corpo. Oltre ad agire sulla modifica delle proprie abitudini di vita: il 60,8% degli italiani ritiene che basterebbe osservare un corretto stile di vita e fare maggiormente attività fisica per evitare di incorrere in frequenti ricadute. Secondo gli italiani, questo è il momento in cui occorre prestare più attenzione ai problemi. Il freddo, le nubi che gonfiano il cielo, pioggia e umidità che entrano nelle ossa sarebbero infatti tra i maggiori colpevoli del mal di schiena. Lo dice un sondaggio condotto per Assosalute, che riporta come nei sei mesi precedenti all’indagine almeno una persona su due abbia sofferto di questo tipo di dolore. Quando si tratta di ricercare i “colpevoli”, comunque, i connazionali non hanno dubbi: il lavoro (43 per cento), i fattori climatici (28,5 per cento), l’età (23,8 per cento) e la sedentarietà (22,7 per cento). Sempre secondo la ricerca, il mal di schiena è molto “democratico”. È un disturbo trasversale a tutte le età che ha interessato negli ultimi sei mesi almeno una persona su due, con una leggera prevalenza nelle donne. Seguono il collo al 32 per cento (in stretta relazione con la schiena), le gambe (23), le spalle (20) e le braccia (15,2 per cento).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Federico Mereta
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