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16 novembre 2018

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Salute

05.04.2018

Lo sport? Regala
sette anni
di vita in più

Sport salva cuore
Sport salva cuore

Sportivi da divano, convertitevi. Basta poco per proteggere il cuore, ma la sedentarietà è uno dei nemici che combattiamo con maggior difficoltà e che invece dovremmo vincere. Basta poco. Per chi è più in forma vanno benissimo palestra, corsa, piscina, bicicletta e altro. Ma anche chi non si dedica assiduamente ad attività sportive deve vincere la pigrizia: basta muoversi, ballare, non prendere l’ascensore e passeggiare per dare un aiuto al cuore e alle arterie, proprio con avviene con un farmaco. Non ci credete? SETTE ANNI IN PIÙ. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia, la sedentarietà è causa del 9 per cento delle malattie cardio-vascolari, dell’11 per cento dei casi di diabete di tipo 2, del 16 per cento dei casi di cancro al seno, del 16 per cento dei casi di cancro al colon e del 15 per cento dei casi di morte prematura. In media chi è attivo e normopeso vive circa sette anni più a lungo rispetto ai sedentari obesi. L’importanza dell’attività fisica è dimostrata dal fatto che chi è sedentario, anche se normopeso, abbrevia la sua vita di tre anni rispetto a chi è attivo ma obeso. A snocciolare queste cifre è Roberto Pedretti, presidente del Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva, tra i protagonisti a Napoli del Congresso della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, nell’ambito del quale è stato presentato un documento che ha riunito società scientifiche ed enti di ricerca impegnati per proteggere il muscolo più importante del nostro corpo. COME UN FARMACO. «L’attività fisica è protettiva e aiuta a farci vivere di più, riducendo inoltre lo stress e aumentando il benessere individuale», spiega Pedretti. «Possiamo dire che l’attività fisica è per l’organismo un vero e proprio “farmaco naturale“. Si può essere fisicamente attivi svolgendo sport, seguendo un programma di esercizio fisico (un’attività fisica programmata, strutturata, ripetitiva, il cui obiettivo è quello di migliorare o mantenere uno stato di efficienza fisica-fitness). «Ma si può essere fisicamente attivi anche in altro modo, cambiando il modo di comportarsi durante la vita di tutti i giorni, grazie all’attività lavorativa, al trasporto attivo (camminare, andare in bicicletta, salire le scale senza più usare l’ascensore, ndr), alla attività del tempo libero, attraverso il gioco e il ballo. Purtroppo sono ancora fisicamente “inattive” quattro persone su dieci in Italia. «Questo è vero non solo nella popolazione generale ma anche nei pazienti cardiopatici, che pure dovrebbero essere molto motivati a cambiare il proprio stile di vita». Insomma: impariamo a sfruttare ogni momento per muoverci, visto che così controlliamo anche il sovrappeso. Il corpo umano è infatti come una bilancia perfetta, in cui entrate ed uscite dovrebbero essere quasi pari. Purtroppo però in chi sceglie la strada della sedentarietà il bilancio si altera, con un minor consumo energetico e quindi con una maggior facilità all’accumulo di grasso nell’organismo. E il grasso, si sa, è nemico del cuore e delle arterie. • F.M.

Federico Mereta
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