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Salute

19.04.2018

La psoriasi non è
un male di stagione
«Serve costanza»

Se soffrite di psoriasi, purtroppo vi attende una disillusione. Sarebbe solo un mito che l’arrivo della bella stagione si leghi ad un possibile miglioramento della patologia per la maggiore esposizione al sole: la situazione non cambia, né in bene né in male. Ciò che conta, quindi, è fare affidamento sul dermatologo e seguire bene le cure, sapendo che esistono forme in cui le lesioni possono sparire per qualche tempo ma poi tendono a ripresentarsi: solo raramente la malattia scompare da sola. La psoriasi, insomma, non è un male stagionale e va curata tutto l’anno, per il benessere della pelle. «La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica legata a una disregolazione del sistema immunitario della pelle», spiega Giampiero Girolomoni, Direttore della Clinica dermatologica dell’Università di Verona. «Si manifesta principalmente con la comparsa di chiazze rilevate, arrossate e ricoperte di squame su diversi distretti corporei, quali cuoio capelluto, gomiti e ginocchia. Le manifestazioni cutanee spesso si associano a prurito e quando sono persistenti possono diventare molto fastidiose e dare dolore». L’importante, a detta degli esperti, è arrivare presto alla diagnosi per poter «prevedere» il futuro. La psoriasi, infatti, assume forme diverse anche per gravità. «La grande maggioranza delle persone affette da psoriasi (80per cento) è colpita forma lieve-moderata (lieve, quando meno del 10 per cento della superficie corporea è interessata; moderata se è colpito il 10-20 per cento della superficie corporea, ndr): tra le novità in quest’ambito è un trattamento con una schiuma spray a base di calcipotriolo e betametasone», precisa Girolomoni. «La psoriasi lieve e moderata è comunque ben controllata con le terapie locali. La forma moderata-grave è molto estesa e può essere associata ad un aumentato rischio cardio-metabolico, con insorgenza di problemi metabolici (dislipidemie, obesità e diabete, ndr) ed eventi cardiovascolari». La prognosi risulta abbastanza prevedibile rispetto alla diagnosi iniziale: nei pazienti con forme lievi, si manterrà lieve, nei pazienti che sin dall’inizio presentano la forma grave si manterrà tale. La psoriasi procede con un andamento cronico-recidivante e può persistere per decenni, anche se a volte può scomparire da sola. L’importante, insomma, è combattere il nemico con le indicazioni del medico. «La psoriasi comporta spesso disagio, imbarazzo e frustrazione che si ripercuotono negativamente sull’autostima del paziente», conclude l’esperto. «Le condizioni generali di salute e la qualità della vita sono correlate alla gravità della malattia e delle sue manifestazioni. Quando le placche si manifestano in zone del corpo fortemente esposte come volto, cuoio capelluto, unghie, allora la psoriasi pone notevoli problemi di vergogna e imbarazzo e di conseguenza ha un rilevante impatto sulla quotidianità e sulle relazioni interpersonali. Se le chiazze si localizzano in aree del corpo meno visibili il disagio è minore ma la malattia è ugualmente fastidiosa per la presenza di prurito o dolore». •

Federico Mereta
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