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Salute

04.10.2018

La futura influenza?
«Intensità media
Bisogna prevenire»

La futura influenza? «Intensità media Ma meglio prevenire»
La futura influenza? «Intensità media Ma meglio prevenire»

C'è tempo. I virus sono ancora lontani da noi, ma si comincia già a parlare di influenza e di modalità per ridurre il rischio di contagio (ovviamente la prima misura è la vaccinazione, specie per chi è a rischio) anche seguendo i consigli della nonna. A dirlo è una ricerca condotta da Human Highway per Assosalute, che dimostra come gli italiani si affidino al buonsenso nel prevenire e affrontare l'influenza: si coprono bene, evitano gli sbalzi di temperatura, e si lavano spesso le mani. Non manca chi poi punta direttamente su un'alimentazione ricca di vitamine in chiave preventiva, modalità scelta dal 27 per cento degli intervistati. Andando a vedere le verità e il falsi miti legati alla patologia più classica dell'inverno, gli intervistati pensano che sia assolutamente vero che l'influenza colpisce le persone di tutte le età e può farlo tutti gli anni. Altrettanto utile viene considerato il consumo di vitamina C, considerato efficace per prevenire il contagio, così come si punta sull'attività fisica regolare per rinforzare il sistema difensivo dell'organismo. Altro consiglio che viene dalla gente: rispettare le ore di sonno è importante per minimizzare il rischio di contagio.

ALTOLÀ ANTIBIOTICI. Rimangono però alcune cattive abitudini dure da vincere: quasi il 15 per cento degli intervistati pensa che la prima cosa da fare in caso di influenza e raffreddore sia prendere l'antibiotico.Per quanto riguarda le previsioni sull'ondata influenzale prossima ventura, spesso destinate ad rivelarsi fallaci, ecco il parere di un esperto come Fabrizio Pregliasco, virologo e ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell'Università di Milano e direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano: «La prossima stagione influenzale dovrebbe essere di intensità media», spiega lo scienziato. «Si stima, però, che non meno di cinque milioni di persone saranno costrette a letto: nell'emisfero australe la stagione sta scorrendo con bassi livelli di diffusione e una prevalenza del virus AH1N1, anche se in quest'ultima parte di stagione rimane l'incognita del contributo del virus B che potrebbe innalzare la dimensione complessiva della stagione».

RIMEDI «DELLA NONNA». Capitolo rimedi: quando ci sia ammala i farmaci senza obbligo di ricetta, di automedicazione risultano essere per il 58,5 per cento degli italiani il rimedio più utilizzato in caso di sintomi influenzali e da raffreddamento. Molto popolari sono anche i «rimedi della nonna» come il brodo caldo, tè e tisane, spremute, vino cotto, latte bollente con miele (38,7 per cento). L'uso - improprio, a meno che non sia il medico a prescriverli - degli antibiotici raccoglie il 20,7 per cento dei consensi. «In caso di contagio», continua Pregliasco, «non bisogna fare gli eroi. Il riposo resta un'arma fondamentale per aiutare l'organismo a sconfiggere i virus. L'uso dei farmaci senza obbligo di ricetta deve servire ad attenuare i sintomi senza azzerarli, consultando il medico se le cose non migliorano dopo quattro o cinque giorni».

Federico Mereta
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