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18 novembre 2018

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Salute

17.05.2018

La diagnosi
di Alzheimer?
Ci pensa la App

App come «finestre» sul cervello
App come «finestre» sul cervello

Il modo in cui maneggiamo lo smartphone, battiamo sui tasti o persino come parliamo, con la app giusta diventano delle «finestre» sul cervello, in grado di far diagnosticare problemi dalla depressione all’Alzheimer. Diverse start up, racconta un articolo sulla rivista Ieee Spectrum, stanno cercando di sfruttare questi fenomeni per sostituire i test tradizionali, e tre in particolare hanno già raggiunto il mercato. Più che puntare sul quanto si usa lo smartphone, cercando ad esempio di capire se periodi in cui si è poco sui social o non ci si muove corrispondano a problemi mentali, affermano gli esperti di Mindstrong Health, compagnia della Silicon Valley, è meglio concentrarsi sul come. I test condotti dalla compagnia hanno dimostrato che il ritmo con cui si scrive o si aprono e chiudono le app è molto più indicativo. «Queste interazioni misurate in millisecondi, sono predittive dello status cognitivo ed emozionale». La app sviluppata è già in uso in diversi test clinici su schizofrenia, depressione, stress post traumatico e depressione post parto. Un principio simile, ma applicato alle tastiere dei computer, è sfruttato dalla Neurametrix, che ha ideato una app, già disponibile al pubblico, che promette di trovare i segni di Alzheimer, Parkinson e depressione analizzando il moto delle dita. «Se si è in salute il ritmo che si usa è lo stesso per tutto il giorno e per tutti i giorni, perché è una abitudine radicata nel cervello», spiega l’ideatore. «Ma quando il cervello è colpito da una malattia questa ripetitività si interrompe». Anche il semplice suono della voce, spiegano gli esperti di WinterLight Labs, se analizzato può dare indizi importanti sullo stato psicologico di una persona. La ricerca è iniziata da 400 variabili del mondo di parlare e ne ha isolate 30 indicative dell’Alzheimer, oltre ad altre per depressione e Parkinson. La app creata è già in uso da parte di alcune aziende farmaceutiche per valutare l’andamento delle terapie. •

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