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Salute

07.12.2012

Ipovedenti, a Marzana nasce un nuovo centro

Le apparecchiature del Centro riabilitativo  per ipovedenti
Le apparecchiature del Centro riabilitativo per ipovedenti

Gli ipovedenti sono persone con un grave deficit di vista, ma che non sono del tutto cieche. Ciò non significa che per loro la vita sia facile, perché una ridottissima funzionalità spesso non consente di svolgere le attività quotidiane in modo autonomo. In Italia si calcola che siano circa un milione, per la maggior parte anziani che hanno subito una diminuzione della loro capacità visiva in età adulta, ma esistono anche forme congenite o derivanti da malattie. Ma per gli ipovedenti è possibile imparare a sfruttare al meglio la funzionalità rimasta grazie alla riabilitazione e dal 18 dicembre sarà possibile farla nel nuovo Centro di riabilitazione per ipovedenti e microperimetria che aprirà all'interno dell'ospedale di Marzana. Il progetto nasce grazie al Lions club, che ha messo a disposizione i fondi per acquistare gli strumenti necessari alla diagnosi e alla riabilitazione, che saranno donati in comodato d'uso gratuito all'Ulss20.
«Le evidenze scientifiche dimostrano che la riabilitazione dà ottimi risultati nel caso di ipovisione», conferma Maria Giuseppina Bonavina, direttrice generale dell'Ulss20, «ed è motivo di orgoglio poter offrire un servizio innovativo». L'Ulss20 assiste oltre 470mila persone, ma il servizio raccoglierà anche pazienti dal resto della provincia, un bacino di 900mila abitanti. Di questi circa 1500 sono registrati come invalidi per la vista. «Ma nella realtà gli ipovedenti sono molti di più», precisa Roberta Mancini, presidente Unione italiana chiechi e ipovedenti, «soprattutto anziani che hanno avuto un calo improvviso della vista, ma non hanno diritto all'invalidità. Questo servizio può aiutarli a recuperare l'autosufficienza».
Per accedere al Centro basterà una visita oculistica di base e poi una visita specialistica; tramite l'impegnativa il Cup prenoterà l'appuntamento con il Centro, che sarà gestito dallo specialista Gianfrancesco Villani. «Con la riabilitazione è possibile sfruttare al meglio la vista rimasta», spiega l'oculista, «recuperando la capacità di leggere, di riconsocere i volti, di muoversi con maggiore facilità». I fondi per le apparecchiature sono stati erogati dalla Fondazione Lions club del distretto veronese, come spiegano la presidente Elena Appiani e il governatore del distretto, Gian Andrea Chiavegatti: «Siamo stati in grado di fornire all'Ulss20 la strumentazione adeguata per colmare una lacuna assistenziale». E.IN.

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