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Salute

05.09.2013

Gli operatori del 118? Ostetriche d'urgenza

Gli operatori del 118 impegnati a soccorrere una donna incinta in procinto di partorire fuori dall'ospedale
Gli operatori del 118 impegnati a soccorrere una donna incinta in procinto di partorire fuori dall'ospedale

Un tempo, partorire in casa senza assistenza sanitaria era la regola. In seguito, per fortuna, questo delicato seppur fisiologico momento della vita femminile è stato trasferito nei reparti di maternità, abbattendo i rischi per puerpera e neonato.
Ma oggi c'è un fenomeno nuovo da fronteggiare. Soprattutto a causa del fenomeno migratorio, sono sempre di più le donne che, per motivi culturali, volontà personale o per l'impossibilità di fare altrimenti, danno alla luce i propri bambini in ambiente extraospedaliero: termine generico per indicare sì le mura domestiche, ma anche l'automobile, o in casi estremi addirittura la strada.
Succede così che il personale sanitario - medici, infermieri del servizio d'emergenza e volontari d'ambulanza - si trovi a dover assistere una partoriente fuori dall'ospedale. Ecco perché il Suem 118 ha deciso di promuovere il primo corso sulla gestione del parto imminente extraospedaliero. Oggi si terrà la prima lezione nella Centrale operativa di Borgo Roma.
I relatori sono Giuseppe Giannella, infermiere del 118 e responsabile del ciclo formativo, Michela Lonardi, ostetrica dell'ospedale di Peschiera, e Francesca Gaudino, docente del corso di laurea in Ostetricia. Oltre a quella odierna, sono in programma altre tre edizioni: sabato 7, sabato 14 e giovedì 19 settembre.
È stato stimato che in Italia mille bambini all'anno nascano al di fuori dell'ospedale, mentre nel Veronese si contano dai quattro ai sette casi annui. Non c'è da stupirsi, poiché pure a Verona, negli ultimi mesi, si sono verificati almeno due episodi eclatanti. A gennaio, una ragazza d'origine ucraina aveva partorito all'aperto, in pieno centro storico. E la settimana scorsa, una mamma marocchina ha messo al mondo il suo terzo figlio nell'auto del marito, durante la corsa verso il Policlinico di Borgo Roma.
A fronte di questo fenomeno, «le rilevazioni hanno evidenziato che il 70 per cento degli operatori sanitari ha assistito almeno una volta a un parto extraospedaliero. Ma solo il 30 per cento aveva ricevuto una formazione specifica per gestire al meglio l'evento con tutti gli imprevisti che si possono verificare in questa situazione», spiega Giannella. «Il corso quindi coinvolge professionisti e volontari dell'emergenza, con l'obbiettivo futuro di estendere la conoscenza della fisiologia del parto ad ampio raggio». L.CO.

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