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26 settembre 2018

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Salute

21.06.2018

Dai cibi al jet lag
Le strategie
salva-vacanze

La strategia salva-vacanze non riguarda solo scottature o zanzare invadenti. Perché il rischio sanitario, soprattutto all’estero, arriva in primis da un comportamento irrinunciabile: alimentarsi. Che può diventare un’arma a doppio taglio se cibi e bevande non sono sicuri. In molte regioni dove l’acqua, fuori dai centri principali e dai comprensori turistici, potrebbe non essere potabile, per evitare la diarrea del viaggiatore è bene bere esclusivamente bevande in bottiglie sigillate ed evitare il ghiaccio, così come lavarsi i denti con acqua minerale o bollita. È la cottura, invece, a garantire i cibi dalla propagazione di organismi patogeni: ecco perché vanno privilegiati alimenti ben cotti e di recente preparazione. Lasciar perdere anche frutta già sbucciata e insalata, così come cibi venduti da ambulanti all’aperto. Sempre cibo e bevande contaminate possono trasmettere anche l’epatite A e la febbre tifoide, per cui il rischio è altissimo per i viaggiatori fuori dalle rotte turistiche. In entrambi i casi consigliato il vaccino per chi si reca nelle zone endemiche. Invece adottare adeguate misure contro le punture di zanzare è la chiave per non incorrere in patologie come malaria, Dengue, Febbre gialla, West Nile, Zika. Nel primo caso, la profilassi dedicata è consigliata per chi si reca in zone di infezione. Numerosi, in viaggio, anche i rischi non infettivi, dalla «sindrome da classe economica», con rischio di trombosi venosa agli arti inferiori a causa di ore di immobilità durante i voli, alla sindrome da jet lag, dal «mal di montagna» dovuto all’altitudine ai barotraumi cui possono essere soggetti i subacquei. «In generale», conclude Santo Barreca, amministratore della rete delle Farmacie specializzate, «prima di partire è sempre buona regola preparare una check list dei farmaci da portare con sé: non ne servono tanti ma devono essere adeguati alle zone in cui ci si reca. Se stiamo seguendo terapie continuative, assicuriamoci di averne una scorta adeguata, perché acquistarli all’estero potrebbe non essere così semplice. Infine, meglio chiedere al proprio medico una dichiarazione firmata riguardo i farmaci che portiamo nel bagaglio a mano, da mostrare eventualmente alle autorità doganali: soprattutto se trasportiamo siringhe da insulina o farmaci speciali potremmo avere difficoltà all’entrata in un Paese estero».

Elisa Pasetto
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