22 gennaio 2019

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Salute

22.11.2018

Come uno tsunami
Il diabete
travolge le città

Il diabete travolge le città
Il diabete travolge le città

Più che un'epidemia è un vero proprio tsunami che sta travolgendo i Paesi a livello mondiale, con costi esorbitanti per i sistemi sanitari. È il diabete, che nel mondo colpisce oltre 425 milioni di persone e i cui numeri sono in costante ed allarmante crescita. Per contrastarlo, si può però partire anche da uno foto su Instagram: ne è convinta la Società italiana di diabetologia (Sid) che, in occasione della Giornata mondiale del diabete 2018 del 14 novembre, ha deciso di puntare sui social per «parlare» con i giovani e cercare di diffondere tra gli adolescenti il fondamentale messaggio della prevenzione, arma primaria per arginare la malattia. Fondamentale è però partire dalla famiglia, affermano i diabetologi, come primo nucleo per promuovere i corretti stili di vita, dalla sana alimentazione all'attività fisica. E proprio al ruolo della famiglia è stata dedicata l'edizione 2018 della Giornata mondiale. È «arrivato il momento di cambiare decisamente strategia per combattere questo finora inarrestabile aumento dei casi di diabete», afferma il presidente Sid Francesco Purrello. «Sappiamo quali sono i principali fattori responsabili di questa epidemia: sedentarietà e alimentazione scorretta, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. È necessaria una forte alleanza e comunione d'intenti di società scientifiche, organizzazioni sanitarie e forze politiche per organizzare una campagna di sensibilizzazione continua e su vasta scala». Inoltre, evidenza il presidente della Fondazione Diabete e Ricerca Giorgio Sesti, «la famiglia assume un ruolo chiave nella difficile gestione del diabete tipo 1 in età pediatrica, dove la compartecipazione familiare ha una importanza sostanziale nella educazione del bambino volta al controllo ottimale della glicemia»La prevalenza del diabete di tipo 2, invece, spiegano i diabetologi, aumenta con l'aumentare dell'età, e dopo i 70 anni supera il 20% (un anziano su cinque è affetto da diabete di tipo 2). Secondo le stime dell'International Diabetes Federation (Idf), nel 2017 si contavano nel mondo circa 425 milioni di persone con diabete, con una prevalenza in crescita vertiginosa: le proiezioni per il 2030 parlano, infatti, di 552 milioni di malati. Inoltre, oltre un milione di bambini e adolescenti nel mondo è affetto da diabete di tipo 1. L'allarme, avvertono gli esperti, si concentra soprattutto nelle città. Qui vivono due persone su tre di quelle con diabete (279 milioni). Perché? «Le città», afferma Andrea Lenzi, presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza e le Biotecnologie e presidente dell'Health City Institute, «stanno diventando patogene, qualcosa che non avremmo immaginato fino a 30 anni fa. Per combattere il diabete nelle città bisogna dunque promuovere azioni alleandosi con sindaci e istituzioni». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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