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Salute

19.09.2013

Bambini e vista, i controlli vanno fatti entro i tre anni

Il professor Marchini con le dottoresse Mansoldo e Gusson DIENNE
Il professor Marchini con le dottoresse Mansoldo e Gusson DIENNE

Sono ricominciate le scuole. Molti genitori scopriranno adesso che il loro bambino è miope, o che soffre di altre patologie dell'occhio. Sono pochissimi i genitori che portano i loro figli a controlli oculistici quando hanno tra i due e i tre anni. Sarebbe quella l'età giusta, fatto salvi i casi in cui ci siano evidenti patologie, per scoprire quali sono e se ci sono i problemi agli occhi dei bambini. Ci sono poi casi di glaucoma, che ha un'incidenza di 1 su 25 mila bambini, di cataratta congenita che se non viene operata subito, ma nel tempo impedirà a quel bambino di vedere più di uno o due decimi.
Di questo e di altro ancora si parlerà nel convegno organizzato dalla clinica oculistica di Verona diretta dal professor Giorgio Marchini. Venerdì, al centro culturale Marani si tiene il convegno dal titolo "Oftalmologia pediatrica: dalle cose semplici ai casi rari". Responsabili scientifiche dell'evento sono la dottoressa Elena Gusson e la dottoressa Caterina Mansoldo, oculiste pediatriche della Clinica Universitaria. Si affronterà anche il tema attualissimo dell'insorgenza e della progressione della miopia nei bambini in età prescolare e scolare, deficit sempre più frequente anche nella nostra popolazione: le più recenti pubblicazioni scientifiche epidemiologiche hanno infatti accertato che l'attività giornaliera all'aria aperta, oramai molto limitata anche per i bambini, contribuisce a ridurre l'aggravarsi della miopia infantile. «Questi studi sono stati fatti osservando bambini asiatici per anni. Non hanno una valenza scientifica».A.V.

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