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Salute

07.02.2012

Anziani, in ortopedia liste d'attesa ridotte

Luca Coletto, Maria Giuseppina Bonavina e Flavio Tosi FOTO MARCHIORI
Luca Coletto, Maria Giuseppina Bonavina e Flavio Tosi FOTO MARCHIORI

Migliorare e ottimizzare assistenza, cura e ricerca per la terza età. Più che una scelta un obbligo, per il sistema sanitario nazionale e regionale. La popolazione italiana ha i capelli bianchi e Verona non fa eccezione: il 20,7% dei residenti (dati della Relazione sanitaria 2010) ha più di 65 anni. "Anziani" per la casistica, anche se molti continuano - per scelta o per necessità - a fare una vita attiva e godono di discreta salute. Una buona percentuale, bontà loro, ma a fare numero - come si suol dire - e a destare preoccupazioni di sostenibilità economica sono gli 80-90enni affetti da una o più patologia cronica che, grazie al progresso medico e farmacologico, sono sempre meno causa diretta di morte, ma spesso di disabilità. Che per un anziano (e non solo) è la peggiore delle malattie.
Come farsi carico di questa vasta platea di persone ottimizzando le risorse e soprattutto semplificando l'accesso alle cure e alle strutture sanitarie? Una partita che l'Ulss 20 ha deciso di giocare l'anno scorso, sul tavolo del distretto 4 e dell'ospedale Fracastoro di San Bonifacio. Ieri al secondo piano del palazzo direzionale di via Valverde, il punto dopo un anno di sperimentazione, alla presenza di Luca Coletto, assessore veneto alla Sanità, e di Flavio Tosi, il qualità di presidente della conferenza dei sindaci dell'Ulss 20.
Spiega il direttore generale dell'azienda sociosanitaria, Maria Giuseppina Bonavina: «Il progetto Arca (acronimo di assistenza, ricerca e cura per l'anziano) sta dimostrando un'efficacia superiore alle aspettative. Tutti gli attori coinvolti camminano insieme e questo è motivo di grande soddisfazione. Abbiamo imparato a conoscere le effettive necessità degli anziani e ne abbiamo tratto profitto pratico. La semplificazione burocratica, ad esempio, è fondamentale e trova nel Punto unico di accesso il suo sbocco naturale; il secondo passo ha comportato la rimodulazione di tutta l'offerta medica, tarata sulle esigenze dell'anziano».
I risultati, anche sul fronte sanitario, sono confortanti: «In ortopedia, pur a fronte di meno posti letto disponibili», chiarisce Bonavina, «sono stati fatti più interventi e ridotte le liste di attesa. La formazione del personale nei reparti ospedalieri e nei centri di assistenza è un altro punto di forza del progetto e trova riscontri positivi nella circostanza che si verificano più decessi nelle case di riposo che negli ospedali. Siamo soddisfatti, quindi, nella consapevolezza che siamo all'inizio di un percorso che intendiamo estendere ai tre restanti distretti dell'Ulss, dove sono già operativi i Punti unici di accesso».
Parole di elogio ha speso anche il sindaco Flavio Tosi, che ha ricordato che «con l'Azienda ospedaliera e la stessa Ulss 20 si sta lavorando per mettere in rete anche in una realtà più complessa come la città questo modello e di espostarlo in tutto il territorio. L'approdo finale di questo progetto», ha ricordato Tosi, «sarà l'ospedale dell'anziano».
L'assessore Coletto, da parte sua, ha promosso il progetto Arco, «che per meriti acquisiti sul campo verrà inserito nel prossimo Piano regionale sociosanitario».P.COL.

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