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Salute

13.12.2018

Allarme superbatteri
«Entro il 2020 dieci
nuovi antibiotici»

Allarme superbatteri «Entro il 2020 dieci nuovi antibiotici»
Allarme superbatteri «Entro il 2020 dieci nuovi antibiotici»

Alexander Fleming, scopritore della penicillina, lo aveva previsto. I batteri, a fronte dell’avanzata degli antibiotici, sarebbero riusciti a mettere in atto una serie di contromisure per proteggersi. Quello che forse lo scienziato non aveva ipotizzato è che anche l’uomo avrebbe fatto la sua parte in questa guerra, con una serie di atteggiamenti che hanno accelerato l’evoluzione della resistenza agli antibiotici, problema quanto mai attuale soprattutto in Italia. Stando ai dati riportati dal Centro Europeo Malattie Infettive (Ecdc) ogni anno sono circa 33.000 nell’Unione Europea le persone che muoiono per infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, la maggior parte contratte in ospedale, di cui circa un terzo solo nel nostro Paese. Addirittura oggi in Italia la probabilità di contrarre infezioni durante un ricovero ospedaliero è del 6 per cento, con 530.000 casi ogni anno. Siamo in coda alla classifica mondiale sul tema. A rischio sono soprattutto i malati più «fragili», e non solo gli anziani, magari sottoposti a trattamenti invasivi. Insomma: l'utilizzo inappropriato degli antibiotici sta determinando un vasto e rapido sviluppo di ceppi di batteri resistenti, che avrà l’effetto di rendere difficile il trattamento di una gamma sempre più ampia di infezioni oggi abbastanza comuni e facili da contrarre. A lanciare questo messaggio di sanità pubblica tra gli altri è la Sita (Società Italiana di Terapia Antinfettiva) che parla di un vero e proprio «allarme rosso» sulle antibiotico-resistenze: stando a quanto riporta Lancet Infectious Diseases, il nostro Paese è il peggiore del continente per incidenza di infezioni antimicrobico-resistenti, oltre 200.000 (il quadruplo rispetto a Francia e Germania). «I dati confermano la crescita del fenomeno delle resistenze antimicrobiche nel nostro Paese», commenta Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Università di Udine, «che è il peggiore in Europa per germi resistenti: Pseudomonas aeruginosa resistente a più di tre classi di antibiotici, Enterobacteriacee resistenti ai carbapenemi, e peggiore per prevalenza di Mrsa, Stafilococcus aureus meticillino-resistente». Ma su questo fronte non ci sono solo cattive notizie: per arginare le infezioni resistenti stanno arrivando nuovi antibiotici che potranno cambiare lo scenario negli anni a venire. L’iniziativa «10x20», lanciata dalla Società americana di malattie infettive e dal Congresso americano, sta infatti per raggiungere l’obiettivo prefissato, ovvero mettere sul mercato almeno dieci nuovi antibiotici entro il 2020. «Siamo a buon punto, perché la Fda (l’ente regolatorio americano) ad oggi ha approvato ben 11 nuove molecole. È dunque assai probabile che ne arriveranno altre e che si superi abbondantemente l’obiettivo».

Federico Mereta
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