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16 novembre 2018

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Salute

06.09.2018

A cura del dottor Federico Mereta

Pensate che bello. Portate lo smartphone vicino al dito indice per un minuto e scoprite se il cuore batte irregolarmente e se soffrite di fibrillazione atriale, l’aritmia più comune che colpisce soprattutto gli anziani e che aumenta anche di cinque volte, se non si provvede, il rischio di ictus. Questo sogno potrebbe diventare realtà grazie ad una App da caricare sul telefonino. A farlo pensare sono i risultati dello studio Digital-AF, presentati al Congresso della Società Europea di Cardiologia. La ricerca è stata realizzata da Pieter Vandervoort, che lavora all’università di Hasselt in Belgio. Le persone hanno scaricato la App seguendo un annuncio su un giornale locale, misurando il ritmo cardiaco due volte al giorno per una settimana. In presenza di sintomi come palpitazioni, mancanza di respiro o stanchezza intensa dovevano poi utilizzare la App. L’80 per cento degli utenti della App aveva un ritmo regolare, l’1,1 per cento soffriva di fibrillazione atriale, il 17 per cento presentava irregolarità del ritmo cardiaco. In tre quarti dei casi di fibrillazione atriale i pazienti non presentavano alcun disturbo. E questo è un problema, perché l’aritmia, che spesso non dà segni della sua presenza, va identificata e trattata. «Se lo specialista prescrive una cura con farmaci anticoagulanti il paziente deve seguirla, anche considerando che oggi ci sono medicinali estremamente semplici da assumere e che non richiedono il monitoraggio dei vecchi farmaci», commenta Giuseppe Di Pasquale, direttore dell’Unità operativa di Cardiologia dell’Ospedale Maggiore di Bologna. «Ricordate di tastarvi il polso e di parlare con il medico se va troppo veloce senza che ci sia stato uno sforzo o se batte in maniera anomala».

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