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Tecnologie

07.11.2018

Una mano al metano
Il futuro
del gas naturale

Una mano al metano. Il futuro del gas naturale
Una mano al metano. Il futuro del gas naturale

Il metano per anni ha dato una mano a milioni di italiani, puntando su risparmio nei consumi e sostenibilità ambientale. Ma oggi, con la mobilità elettrica che sembra essere il trend del futuro, chi può dare una mano al noto gas naturale? Quale sarà il suo destino? Se ne è discusso in occasione di Oil&Non Oil in fiera a Verona, in cui in un convegno, moderato dal giornalista di Quattroruote Fabio De Rossi, alcune delle realtà più rappresentative del comparto hanno fatto il punto della situazione.Per i prossimi due decenni il gas naturale avrà un ruolo importante nell'obiettivo comune di riuscire a contenere emissioni ed inquinanti. Questo anche per il fatto che il metano abbatte gli inquinanti in maniera rilevante, in una misura del 40 per cento per l'anidride carbonica e di oltre il 90 per cento degli ossidi di azoto, i Nox, rispetto alle alimentazioni tradizionali, con una pressoché totale riduzione del particolato, uno dei maggiori rischi per la salute delle persone.Ma uno dei passaggi fondamentali per la sua diffusione è il self service nelle stazioni di rifornimento. A questo fondamentale passaggio, che potrebbe allargare la fascia di «metanisti», potrebbe mancare poco. Mancano gli ultimi passaggi burocratici. Il relativo decreto è stato inviato proprio nei giorni scorsi a Bruxelles per l'approvazione definitiva, che potrebbe arrivare all'inizio dell'anno prossimo.Un punto su cui il sistema dovrà migliorare sarà la rete distributiva. In Italia ci sono 1.260 impianti di rifornimento per metano, 150 dei quali di proprietà di compagnie petrolifere, mentre il resto è in mano a privati, quasi tutti concentrati al centro nord e pochissimi nel Mezzogiorno. Ammonta ad un milione di veicoli a metano il parco circolante in Italia.Tra le tipologie più promettenti c'è il gnl, gas naturale liquefatto, che può contare su una filiera in grande espansione e con ampie potenzialità di sviluppo. Per Rita Caroselli, direttore di Assogasliquidi-Federchimica, «il Gnl è una soluzione utile anche per sopperire alle carenze della rete e soddisfare la domanda di gas». Non solo: «Chi fa Gnl, chi ne estende la rete, fa anche metano gassoso e sopperisce così alla carenza della rete di metano per autotrazione».Salvatore Ricco, Head of communications di Snam ha sottolineato come il gruppo stia «lavorando a fondo per promuovere questa forma di mobilità. Stiamo cercando di incrementare la rete di distribuzione a livello nazionale. Abbiamo 50 stazioni di rifornimento in via di realizzazione, in partnership con alcuni dei principali operatori del settore, e abbiamo un piano per arrivare fino a 300 stazioni, un'iniziativa di business per noi molto importante. E anche con il biometano si prospetta come soluzione di lunga prospettiva».Per Stefano Sordelli di Volkswagen Group «fondamentale è fare sistema per implementare la diffusione del metano. La mancanza di infrastrutture, specie in certe aree del Paese, rischia di avvantaggiare altri Paesi».

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