17 febbraio 2019

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10.02.2019

Seggiolino salva-bebè L’iter è agli sgoccioli

Entro il prossimo primo luglio, per coloro che trasporteranno in auto  bimbi fino a quattro anni, sarà obbligatorio il seggiolino «anti abbandono»
Entro il prossimo primo luglio, per coloro che trasporteranno in auto bimbi fino a quattro anni, sarà obbligatorio il seggiolino «anti abbandono»

¬ Tutto pronto per l’arrivo del dispositivo «salva bimbi». Entro il prossimo primo luglio, per coloro che trasporteranno in auto bambini fino a quattro anni, sarà infatti obbligatorio il seggiolino «anti abbandono» o un apparecchio che aggiorni le sedute attuali dedicate ai più piccoli. Si tratta dell’iter finale di una proposta approvata definitivamente lo scorso settembre in Senato sullo schema del decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La norma ora è al vaglio della commissione europea e poi sarà esaminata dal Consiglio di Stato. A quel punto il provvedimento verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Nel frattempo il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha predisposto lo schema di decreto. L’ALLARME. Il dispositivo di sicurezza entra in funzione dopo alcuni secondi dal momento in cui il bambino viene posizionato sul seggiolino e dovrebbe dunque aiutare i genitori a non dimenticare mai più accidentalmente i loro figli in auto, come purtroppo capitato in alcuni tragici episodi negli ultimi anni. L’apparecchio dovrà inviare un allarme per evitare appunto di lasciare inavvertitamente il bambino nel veicolo. Ogni dispositivo dovrà essere dotato di avvio automatico, per evitare che un genitore possa dimenticarsi di farlo. Ad attivazione avvenuta dovrà essere fornito un segnale di conferma per avere la certezza del funzionamento del dispositivo. L’allarme, si legge nel testo del decreto, «dovrà essere in grado di attirare l’attenzione del conducente tempestivamente attraverso appositi segnali visivi e acustici percepibili all’interno o all’esterno del veicolo». L’INVIO DELL’SOS. Tutti i dispositivi dovranno avere anche un sistema di comunicazione automatico per l’invio di messaggi o chiamate «ad almeno tre diversi numeri di telefono». Lo strumento di sicurezza potrà essere integrato dall’origine nel seggiolino, oppure potrà essere indipendente e installato successivamente su un seggiolino di vecchia produzione o, ancora, un accessorio dell’auto. Tra le specifiche tecniche richieste c’è anche la segnalazione di basso voltaggio nei casi in cui il sistema sia alimentato con una sua batteria e nello specifico, si spiega che «il dispositivo deve essere in grado di segnalare al conducente livelli bassi di carica rimanente». Per chi non si adegua la sanzione amministrativa prevista sarà uguale a quella comminata nei confronti di chi non usa il seggiolino e ammonterà a 81 euro con l’opzione della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi in caso di recidiva nel biennio.

di EMANUELE ZANINI
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