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21 novembre 2018

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Moda

19.05.2018

Glam ed elegante
John Travolta
veste veronese

Travolta con la moglie sulla Croisette: l’abito è firmato PerinMatteo Perin con John Travolta all’Hotel du Cap di CannesUna delle creazioni studiate su misura per il divo
Travolta con la moglie sulla Croisette: l’abito è firmato PerinMatteo Perin con John Travolta all’Hotel du Cap di CannesUna delle creazioni studiate su misura per il divo

Alla fine è rimasto in valigia, le scelte dell’ultimo minuto per anteprime e photocall sono state altre. Ma l’abito di punta indossato da John Travolta sulla Croisette al Festival di Cannes avrebbe dovuto essere un completo bianco. Già, proprio come quello diventato un’icona giusto 40 anni fa grazie a «La febbre del sabato sera», storica pellicola che ha sdoganato proprio il completo candido in versione maschile finito anche in copertina sul «Time». E se nemmeno il temutissimo effetto «allargamento» da sempre associato al questo colore/non colore aveva impensierito l’ex Tony Manero, oggi fascinoso 64enne, a contenere i danni grazie ai trucchi del mestiere ci aveva già pensato preventivamente Matteo Perin. Il 35enne stilista veronese, infatti, ha fatto parte della spedizione francese al seguito di Travolta, impegnato con la première di «Gotti», film di Kevin Connolly nel quale interpreta lo spietato boss dei Gambino, una delle famiglie mafiose più potenti degli Stati Uniti. Gli abiti di scena e quelli per sfilare sul red carpet? Firmati proprio da Matteo Perin. «Per me è stata una bella sfida, oltre che una grande soddisfazione. John mi ha chiesto specificamente di studiare qualcosa che gli permettesse di entrare perfettamente nel personaggio, dato che Gotti amava vestire capi sartoriali ed essere sempre impeccabile. Così mi sono messo al lavoro con il mio team di artigiani e sarti di fiducia, per creare dei look fantastici». Sono già cinque anni che Perin, nato a Lugagnagno (dove risiede, tra viaggi in giro per il mondo e due pied-à-terre negli Usa), cura gli outfit della stella di Hollywood. «Tutto è nato dal passaparola dopo che ha visto degli abiti da me realizzati per altri e ora posso vantarlo tra i miei amici», racconta Perin, che ha ereditato stile e buon gusto dal bisnonno e dalla nonna materna e ha imparato l’arte del confezionamento degli abiti da un amico di famiglia. «Al primo incontro l’ha colpito la mia attenzione per i particolari. Io ho cercato di capire quale risultato volesse ottenere: il suo obiettivo era apparire bene in foto, con colori che risaltassero e aiutassero la sua figura». Scusi, ma l’abito bianco? «È stata una sfida: c’era il rischio trasparenza e che l’outfit ingrossasse. Ma la differenza la fa il tessuto: sono riuscito a trovare un cotone particolarmente compatto che conferisce al look un effetto “armatura“. Rigido, insomma». Ma per la «promenade» di Travolta sulla Croisette lo stilista veronese (che ha presenziato con il celebre amico alla prima e ai party post-première) ha firmato anche un’altra decina di outfit: dai completi da giorno in stile «riviera francese» («anche con colori sgargianti, come la giacca verde acqua che sta d’incanto con la sua carnagione, o il beige da portare con le sneakers»), a quelli per la sera, «realizzati in velluto di un bluette “spaziale“ o in velluto nero e camicia con le rouche: lui ama molto giocare con gli stili», continua Perin. Che per le prove ha raggiunto l’attore in Florida, dove ha studiato un’altra ventina di look per il tour promozionale del film negli Usa. «Mi piace mettere i miei clienti a proprio agio, andarli a trovare a casa loro o in ufficio. Per me prendere le misure o disegnare i bozzetti in aereo ormai è un’abitudine». Parla al plurale, lo stilista veronese, perché nel suo carnet ci sono tanti altri nomi: imprenditori o professionisti che chiedono discrezione, ma anche numerose celebrities. Quali? Chick Corea, leggenda del jazz - che vestito da Perin ha ritirato gli ultimi due Grammy e ha suonato alla Casa Bianca -, il bassista Stanley Clarke, Elisabetta Canalis. Mentre il passaparola nel jet set continua a funzionare: «Ho già vestito Al Pacino e ho già incontrato altri celebri attori. Ma non possiamo citarli, sono ancora sotto contratto con altri brand». Tutti pazzi per Matteo Perin, insomma. Ma perché? «Mi definisco un designer lifestyle, vesto le persone dalla testa ai piedi, comprese borsa, scarpe, gioielli. Chi ha poco tempo? Non è compatibile con me», risponde lo stilista, per i cui clienti, alla ricerca di uni stile unico e un servizio esclusivo, il costo è solo un dettaglio. «Lo dico sempre: servono passione, amore per se stessi, persino romanticismo, e molta pazienza. Ma il risultato, dopo un mese di lavoro, è un look studiato ad hoc per l’occasione, davvero su misura e chiavi in mano». 

Elisa Pasetto
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