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Luglio

14.07.2015

Code in posta e per strada ma è tutto nella norma

La posta della Olga
La posta della Olga

«È normale» si chiede la Olga «che per arrivare agli sportelli degli uffici postali si debbano fare delle code sovietiche? È normale che Poste Italiane sia sinonimo di code che in molti casi si allungano sulle strade come ai tempi di Bepi dal Giàsso Stalin o di Breznev davanti ai negozi di generi alimentari? No, non è normale».«E allora? Allora, come nel caso dell'ufficio di Cadidavid, i dirigenti delle Poste, prendendo par el de drìo gli utenti, dicono che va bene così, che l'ufficio, seppur piccolo, funziona a meraviglia e che non è in previsione l'installazione della macchinetta per l'erogazione dei numeri».«Come dice la Ivana, che abita da quelle parti, "anca se gh'è la cóa, podarìa torme el numero, andàr par i fati mei e tornar quando me toca a mi o g'ò davanti apena do e tre persone, e invese gnente, me toca spetàr". Sennonché la macchinetta dei numeri pare che sia un investimento che Poste Italiane, nonostante la fanfareggiante pubblicità sulla propria efficienza, non siano in grado di sostenere».«Mi risulta che il cinese Tan detto Tano abbia venduto una macchinetta del genere a 27 euro più Iva al becàr Balansa, che el g'à sempre la cóa par i polaméti allo spiedo. Come possiamo investire sui prodotti di Poste Italiane se l'azienda non è in grado di investire su una macchinetta dei numeri da 27 euro più Iva?».«In tempi in cui le banche ti mettono gli sportelli del bancomat anche nel cesso di casa, Poste Italiane non riescono a dotare l'ufficio di Cadidavid di un trespolo col ròdolo dei numeri».«La vacada più grossa però, come sostiene il ragionier Dolimàn, le Poste l'hanno fatta destinando al ritiro delle raccomandate solo pochi uffici, col risultato che molta gente non va più a ritirarle. "Chi ha inventato questa vacada - dice il ragionier - pensa forse che chi ha un lavoro possa assentarsene per andare in Posta e che chi è in pensione possa sopportare il disagio di recarsi in un ufficio spesso lontano da casa qualche chilometro"».«E a proposito di code, sono cominciati i lavori alla Breccia dei Cappuccini e non sono proprio da frati le ostie che stanno tirando gli automobilisti in colonna. L'era quel che ghe voléa in una parte della città dove c'è ancora il cantiere di lungadige Capuleti di cui non si intravede la fine».

Silvino Gonzato
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