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19 settembre 2018

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La Posta

29.06.2018

Vitalizi e careghe degli enti
L’àlbio continua a resistere

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Al bareto gli argomenti non mancano - scrive la Olga - e puntualmente il mio Gino mi fa il riassunto delle discussioni degli avventori. Adesso vi si parla dei vitalizi dei parlamentari e delle nomine alla presidenza degli enti cittadini. Mentre il presidente della Camera, Fico, vuole abolire i primi abbattendo il muro dei privilegi, a Verona i partiti della maggioranza si stanno scannando per i culi cui assegnare le poltrone più importanti, secondo il vecchio costume dell'àlbio in cui hanno diritto ad affondare i musi i vincitori delle elezioni. Il politologo Scoatìn dell'università di Cavaión, sempre lucido come uno spèo nelle sue analisi, sostiene che, nonostante la determinazione di Fico (ma gli preferisce Ficarra e Picone), la casta non cederà mai e che quelli che, brandendo la populista spada de saùgo, dicono di voler combattere la casta dei vitalizi, pur non essendo del tutto casti, saranno sommersi da una valanga di ricorsi perché in Italia è più facile mettere il turàciolo all'Etna che smantellare i diritti acquisiti. Gli ha risposto il grillino Cricrì dicendo che col nuovo governo pearón (gialloverde), le cose sono già diverse da come erano prima perché non è mai successo che le promesse elettorali, a quattro mesi dalle elezioni, rimanessero ancora delle promettenti promesse cui Di Maio ha aggiunto quella dell'internet gratis a tutti per mezz'ora al giorno, soprattutto per quelli che non hanno il computer. È saltato su il leghista Ovidùri. «Però noaltri avèmo serà i porti ai negri e no passa giorno che mandémo a cagàr Macròn, invese voaltri seitè a sbatolàr sensa combinàr n'ostia» gli ha detto, a dimostrazione che il contratto di governo el scomìnsia a trabalàr. Anche la maggioranza su cui si regge il nostro sindaco Sboarina è salda come 'na caréga sòpa. Colpa delle beghe per le nomine ma poi, come dice el politologo Scoatìn, passata la buriana e assegnati i posti all'àlbio, si riprenderà serenamente col programma del “no“ a tutto e a prescindere. Sull'esempio di Salvini, Sboarina, per accontentare la Lega su cui si regge la sua giunta, potrebbe chiudere i porti dell'Àdese ma non ce n'è più neanche uno e allora si limiterà a sognare di chiudere le porte dell'Adigeo che notoriamente gli sta sullo stomaco. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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