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La Posta

07.03.2018

Tutti in Parlamento
Il misto mare del Boiàna

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Mi dice un vècio senatore della prima Repubblica, el Boiàna (ricordo solo il soprannome), - scrive la Olga - che l’infornata di parlamentari veronesi eletti col voto di domenica scorsa è un record, uno dei tanti da quando Sboarina è sindaco. «Alla fine - mi dice el Boiàna - i sarà disnóve o vinti». E mi racconta che ai suoi tempi, bene che andasse, erano cinque o sei e che qualcuno veniva scelto anche per fare il ministro o il sottosegretario mentre adesso vanno in parlamento a forconàde ma fanno solo numero. Come tutti i vèci, el Boiàna loda i propri tempi e critica quelli presenti. «Adesso - continua - fare il deputato o il senatore è un ottimo impiego per chi cerca lavoro magari con la scorciatoia della candidatura ottenuta con una bruscà di voti onlàin. Éla se ricòrdela, Olga, el skhetch de Walter Chiari e Carlo Campanini "Vieni avanti, cretino"? Bè, sémo lì». Gli dico che mi pare che stia facendo di tutta l’erba un fascio. «No - mi risponde - se in certi prati nasce solo gramégna, el fascio - come la dise éla, ma l’è ’na parola messa all’indice - no se pol farlo che de quela». Chiedo al Boiàna quale governo ci riserveranno queste elezioni. «Un misto mare fritto nell’òio che se usa par ónzar le rue dei carèti - mi risponde - ma l’è quel che se meritémo». Gli ricordo che anche ai suoi tempi i governi erano spesso un misto mare e duravano pochi mesi parché i andava de mal. «Ma la differenza - mi dice - era nell’òio che si versava nella padella, e comunque non credo che il prossimo governo, ammesso che riescano a farlo, duri più dei nostri. Anzi credo che i nuovi eletti no i farà gnanca in tempo a far la valìsa par andàr Roma che zà ghe tocarà desfàrla». Gli chiedo se gli è mai capitata una cosa del genere. «Sì - mi risponde - me mancàa solo de métar in valìsa i calséti, ma un’altra volta che ero riuscito a farla me l’hanno ciavàta gli addetti allo scarico bagagli di Fiumicino». Quando ho riferito al mio Gino che ho incontrato el Boiàna, si è meravigliato che fosse ancora vivo. «Guarda - gli ho detto - che è ancora in gamba e fin che mi parlava el rompéa le noselìne coi denti. Vorìa védar ’sti novi parlamentari a la so età». «Sì ma ’na òlta el le mandàa zó anca con la sgùssa» mi ha risposto il mio Gino. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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