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18 novembre 2018

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La Posta

06.06.2018

Troppo grande, troppe auto
ma l’Ikea non è un chiosco

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Per comprare una libreria - scrive la Olga - aspettavo con pazienza che aprisse l'Ikea alla Genovesa. Non è che in casa, io e il mio Gino, abbiamo tanti libri. I miei sono quasi tutti di ricette mentre il mio Gino ha qualche volume sulla storia della Lega e la raccolta dei discorsi di Bossi che preferisce a Salvini di cui non ha niente. Abbiamo anche un paio di enciclopedie vinte con i punti dei dadi Knorr e un atlante di prima che cadesse il muro di Berlino. Ma una libreria mi serve soprattutto per far colpo sulle mie amiche più ignoranti di me, per questo ne vorrei una. Adesso però il Comune ha deciso che l'Ikea a Verona non si farà più e allora dovremo andare a comprare la libreria a Brescia o a Padova che, essendo città arretrate, hanno l'Ikea da molti anni. Già si sapeva che l'assessora Pippi Calzelunghe Segala ransegnava el naséto all'idea che la multinazionale svedese del mobile si insediasse anche nella nostra città e, siccome la giunta paradiso di Sboarina è molto unita, c'era un ransegnamento di nasi generale. Pippi Calzelunghe si è spaventata quando ha scoperto che l'Ikea della Genovesa sarebbe stata tre volte più grande dell'Adigeo e dieci volte l'Arena. Lei avrebbe voluto una cosa modesta, tipo il chiosco delle amarene de San Zen. Il Consorzio Zai e la Camera di Commercio si sono inutilmente scancanati a dire che l'Ikea sarebbe stata un toccasana per la Genovesa, oltre che per se stessi. Al mio Gino viene il sospetto che siccome, come era successo per l'Adigeo, anche per l'Ikea c'era stato il via libera di Tosi, la giunta paradiso voglia disfare tutto quello che aveva lasciato in piedi il sindaco precedente. E allora, ecco che la buta via el butìn co' l'acqua sporca e la brusa la stalla col musso dentro. Ma butta via anche mille posti di lavoro e su questa quisquilia un pensierino in più avrebbero dovuto farlo sia la Pippi Calzelunghe che il resto della giunta. Sì, però, come dice Bertucco, che non è della squadra di Sboarina ma qualche volta è come se lo fosse (e allora perché non tirarlo dentro, magari par-tàim?) l'Ikea avrebbe portato dai 4 agli 8 milioni di auto all'anno, più di quelle dei banchéti de Nadàl. Meglio allora sacrificare i mille posti di lavoro e che i vaga a fàrse ciavàr anca i disocupati.

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Silvino Gonzato
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