20 febbraio 2019

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La Posta

08.02.2019

Titoli e competenze?
Basta la faccia... de tòla

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Pur avendo solo la licenza media - scrive la Olga - l'intraprendente Matteo Politi faceva il chirurgo plastico. Smascherato e condannato dal tribunale di Verona, non si è dato per vinto ed è andato a rifare nasi, seni e chiappe in Romania. Le pareti del suo studio erano tappezzate di falsi titoli professionali collezionati in mezzo mondo. Sennonché lo hanno beccato anche lì. Dubito però che, data la sua tenacia, si fermerà. È probabile che si trasferisca in Paesi che danno meno nell'occhio come l'Ossezia, il Somaliland o la Transnistra. Non voglio certamente difenderlo ma a sua parziale discolpa devo dire che oggi i titoli (quelli veri) e le competenze non valgono niente, basta essere furbi, determinati e soprattutto avere la faccia de tòla. Come quell'altro falso chirurgo estetico di Varese che operava le pazienti sulla scrivania o come quell'altra che era riuscita a farsi assumere come dottoressa in un ospedale di Avellino senza aver mai visto un banco della facoltà di medicina. Non tutte le facce de tòla fanno i chirurghi o i medici in corsia, per carità del Signór, ma non occorre indossare il camice per fare danni. Di pataccari e improvvisatori ce ne sono in tutti i mestieri. È la moda dei tempi. Con le infornate degli ultimi anni il Parlamento ne è stracolmo. Ha più titoli el Tegolina del bareto che i due terzi dei deputati e dei senatori. Ha più competenze la Lilly Sfondróna che metà dei ministri del nostro governo. Il grillino del bareto, Cricrì, sostiene che se il popolo è in gran parte ignorante, anche parlamentari e ministri lo devono essere, sennò non lo rappresentano, non ne capiscono i bisogni e quindi non possono farli insieme. È una logica stringente o astringente, dipende dai punti di vista. Occorre però dire che, non valendo i titoli e le competenze (laureati o diversamente titolati, andè a cagàr su le suche!), si sono aperti orizzonti fino a pochi anni fa insospettabili. Gente come el Fosforo, el sémo del bareto, si sente in grado di governare il Paese, se non addirittura l'Europa: insieme alla richiesta del sussidio di cittadinanza, ha fatto domanda di candidarsi alle prossime elezioni. Non è detto che non riesca a farcela.

Silvino Gonzato
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