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19 settembre 2018

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La Posta

10.05.2018

Straverona e sagre a gogò
ma stiamo meglio di Roma

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Sentendo il mio Gino che ostiava per l’ennesima corsa podistica che sconvolgerà la città, la Straverona di sabato 19 e domenica 20, - scrive la Olga - gli ho detto che in ogni caso dobbiamo ritenerci fortunati perché non abitiamo a Roma. E gli ho spiegato che è vero che a Verona non se ne può più delle moltitudini sudate che corrono per le vie del centro, delle sagre, dei banchetti ovunque, delle fiere che da viale del Lavoro migrano in centro città con la benedizione della giunta paradiso, ma che è anche vero che i romani stanno molto peggio. «Sì, lo so, a lori ghe s-ciòpa i autobus, l’ò sentìo in televisión» mi ha risposto il mio Gino. «I ghe s-ciòpa e i va a fógo - ho aggiunto io - e l’assessora grillina alla Mobilità, s-ciopàndo lei stessa, ma di orgoglio, ha detto che dall’inizio dell’anno ghe n’è andà a fógo solo nove». Andando avanti con le magagne di Roma, ho detto al mio Gino che da quelle parti se entri in un bar e, mentre stai per ordinare ti passano davanti due brutti ceffi che pretendono di essere serviti prima perché ne hanno diritto essendo della ghènga dei Casamonica, devi farti da parte perché sennò, come è successo, prendono a pugni te e il titolare e poi buttano per aria il locale, mentre da noi, almeno nei bar, non ci sono gerarchie. Ho detto inoltre al mio Gino che in certi quartieri della capitale in mano alla malavita non puoi andare in auto senza che i delinquenti ti fermino in mezzo alla strada per chiederti il pedaggio. «Fiói de ròie» è stato il suo commento. L’elenco el sarìa longo ma tàio curto. A Roma non puoi andare in bicicletta perché. a forza di sterzare per scansàre le buche, ti si svita il manubrio. «Se l’è par questo, in quanto a buse, no l’è che noaltri sémo messi meio» ha detto il mio Gino e su questo gli ho dato ragione. Però andiamo meglio con le sgaùie perché in alcuni quartieri di Roma gli spazzini non le prelevano da un mese e ci sono certi tanfi che i gatti i òlta ìa. «Però - mi ha risposto il mio Gino - lori, i romani, i fa le sagre in periferia, i le diluisse come le fa le dòne col vin quando le le mìssià con l’acqua, mentre noaltri le fémo tute in piassa Bra». Mi telefona le Elide: «Tèto iscrito a la Straverona così ghe rompémo le bale a quei del centro?». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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