21 febbraio 2019

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La Posta

12.02.2019

Stranfiéri erotici
Sorpresa al bar

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Che rientri o meno nelle attrazioni di Verona in Love, c'è un bar del centro - scrive la Olga - nei cui bagni, sia quello dei maschi che in quello delle femmine, troneggia un distributore che eroga sex toys, cioè quegli stranfiéri "fai da te" che all'occorrenza sostituiscono il "Fare insieme". A quanto mi dicono, l'uso dei bagni di questo bar non è subordinato all'acquisto di uno di questi stranfiéri, in quanto vale sempre la regola che, in caso di urgenza, basta consumare al banco un caffè o un bicchiere d'acqua per averne libero accesso. Mi dicono anche che il distributore, con tutte le sue curiosità autoerotizzanti, è un elemento di distrazione che va a scapito del corretto utilizzo del water e del lavabo. Il mio Gino, che ha raccolto la testimonianza diretta del Toni Cóa che in quel bagno c'è stato, mi racconta che il distributore è ben rifornito: «Gh'è vibradori de tute le misure e, anca se la forma l'è la stessa, i g'à par mànego 'na testa de cuneléto o de anaréta o de magnarón; gh'è lubrificanti de tute le sòrte che, a l'ocorènsa, se pol usàr anca par le seradure e par i càncani de le porte; gh'è de le prolunghe che però no le g'à gnente a che far con quele elètriche e gh'è parfìn la pussy da viàgio da métar in valisa o anca nella ventiquattrore». «Come! La Pussy? Cossa ghe fàla la gata de la Erminia nel distribudór?» gli chiedo. Il mio Gino mi spiega, pur intorcolàndose, cosa si intende per pussy, che sarebbe quindi nome comune di cosa e non nome proprio di gatta. «Bèi porsèy - commento - e gh'è de l'altro?». Mi risponde che el Toni Cóa ha visto anche delle scùrie par ci, stufo de la solita menàda, ghe piàse scuriàr o èssar scurià. Gli chiedo se el Toni Cóa ha preso qualcosa dal distributore. «'Na scùria - mi risponde - che però al bareto l'à dito che la ghe serve par copàr le mosche». Suppongo che dopo aver installato il distributore erotico, questo bar del centro abbia raddoppiato la clientela e che ci siano più code davanti ai suoi bagni che agli sportelli dell'Inps. È una questione anche di pràivasy: mentre a entrare in un sexy shop penso che gli sporcaccioni si facciano riguardo perché temono di essere visti, nessuno viene svergognato se entra nel cesso di un bar. •

Silvino Gonzato
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