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14 dicembre 2017

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14.04.2017

Sfuma l’ascesa al colle
del poeta Rebatìn

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Era tanto - scrive la Olga - che non vedevo el Rebatìn, presidente emerito del circolo poetico "El Par Naso". L’ho incontrato dal savatìn mentre si faceva mettere dei tacóni alle sóle delle scarpe e aspettava in calséti.

Come fanno i poeti, mi ha salutato con un verso: "De quel che porta el vento/ son sempre contento/Ma s’el me porta la Olga/ me ciàpa un turbamento/ d’amor, s’intende". E così abbiamo fatto quattro ciàcole.

Non so da chi l’avesse saputo, ma mi ha detto che la funicolare de Castèl San Piero, "l’ascensore dei poeti", come la chiama lui, che avrebbe dovuto essere inaugurata prima di Pasqua, non sarà pronta prima di un mese perché «ghe manca dei tòchi».

Non mi sono affatto meravigliata perché di puntuale in questa città c’è solo la scadenza delle tasse. Ma per curiosità gli ho chiesto che tòchi mancassero e el Rebatìn mi ha risposto che non lo sapeva ma che l’"Ufficio impianti a fune" di Roma, un vecchio ente che manda anche collaudatori in Africa per le liane con cui si muove Tarzan, ha bloccato tutto, come, del resto, aveva fatto per gli ascensori del parcheggio dell’ex Gasometro.

Ho pensato che forse si trattava di tòchi di carta, della solita burocrazia. «Pól èssar - mi ha risposto - ma intanto dovrò aggiornare la mia poesia che faceva così: "La mia ascesa pasquale/ al colle fatale/dove la bella Rosmunda/con lacrime amare/ bevé nel cranio de so pare". Confesso che i versi del Rebatìn mi hanno commossa.

Al savatìn avevo portato le scarpe del mio Gino ma dovevo aspettare il mio turno perché, per colpa della crisi, quasi più nessuno si compra le scarpe nuove e preferisce farsi aggiustare quelle vèce. El Rebatìn, cambiando discorso, mi ha chiesto cosa ne pensassi dell’imminente mostra dei progetti per la copertura dell’Arena, organizzata dal tabachìn consiliér Archimede Fantoni.

Gli ho risposto che c’è molto interesse e che il numero di visitatori supererà di gran lunga quello dell’edizione record del Vinitaly che si è appena conclusa. «Concordo» mi ha detto sconsolato el Rebatìn che, amando la quiete e la solitudine come tutti i poeti, quando la città è sconvolta dal traffico si rifugia nel suo ròcolo di campagna a sparare versi alle passere. «Bon ròcolo» gli ho augurato. «Se la vol gh’è posto anca par èla» mi ha risposto.

Silvino Gonzato
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