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16 novembre 2018

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La Posta

11.04.2018

Se Salvini e Di Maio...
Il governo in una botte

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Il mio Gino è sicuro che il nuovo governo nascerà non al Quirinale, dalle consultazioni di Mattarella, ma al Vinitaly - scrive la Olga - dove Salvini e Di Maio si incontreranno in una botte, collocata al centro di un padiglione e arredata con due careghe e un tavolino sotto il quale ci sarà una damigianetta dalla quale i due pretendenti alla carica di primo ministro ciucceranno il vino attraverso due tubi di gomma, uno per ciascuno e di colori diversi per evitare che un'eventuale lite sui tubi possa mandare all'aria ogni tentativo di accordo. Il mio Gino dice di aver avuto l'informazione dal politologo Scoatìn dell'università di Cavaión che ha tenuto un discorso al bareto su "Vino e politica" dicendo che dopo otto bicchieri o sedici sgorlóni (tubo) le parti in conflitto non solo trovano un'intesa ma si abbracciano, intonano duetti, ballano avvinti come l'edera e qualche volta si fidanzano. El Scoatìn ha aggiunto che è stato così che sono nati il compromesso storico, le convergenze parallele, le divergenze verticali, il trapezio ovoidale e l'òio de vaselina per gli elettori. Non so se davvero Salvini e Di Maio si incontreranno in una botte o altrove, ma noto che da parecchi anni al Vinitaly si parla più di politica che di vino e che gli stand fanno solo da sfondo non solo alla politica ma al gossip, a dive e divette, a vip e vamp e questo è sintomo della sua costante crescita che lo fa diventare, se non lo è già, più importante del red carpet del Festival di Cannes. E infatti io ci vado per vedere da vicino le facce (che però non mi piacciono) dei politici, ma soprattutto le star del cinema, della televisione, della moda e dello sport. Il mio Gino, si sa, ci va per il vino e la graspa, ma l'anno scorso si è fatto fare un autografo da uno che credeva fosse Gerry Scotti e invece era un collezionista di tappi che in passato aveva fatto la controfigura di un salumiere in una pubblicità della bondola. Oggi se politici o divi di qualsiasi risma non vanno al Vinitaly rischiano di non essere nessuno e questo spiega il fatto che ogni anno sono sempre di più, al punto che rischiano di diventare più numerosi dei visitatori.

Silvino Gonzato
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