19 marzo 2019

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La Posta

30.10.2018

Scuole chiuse e allora
Nicolas va ai giardinetti

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Fin da domenica sera, quando la prefettura ha deciso la chiusura delle scuole - scrive la Olga - l’oste Oreste ha eretto una barriera di sacchi di sabbia davanti alla porta del bareto. La Beresina che, con alcuni avventori, lo ha aiutato nel faticoso lavoro, gli ha fatto presente che era una precauzione eccessiva perché l’Àdese e i progni erano distanti. «Più che de l’Àdese e dei progni - gli ha risposto l’Oreste - me fa paura la strada che, come tute le strade de Verona, e lo savì ben, basta che pióa un pochéto più del solito parché la vaga de sóra». In effetti quando piove non c’è quasi strada della città che non diventi un progno che allaga cantine e garage. Previdente fino all’eccesso, l’Oreste tiene sempre pronto un canotto con i razzi di segnalazione e ha infilato al collo di ogni damigiana un salvagente per scongiurare che, se si dovesse allagare la cantina, come è già successo più volte, sbattano l’una contro l’altra rompendosi. Nonostante il maltempo anche ieri il mio Gino ha inforcato la bicicletta ed è andato al bareto. «Te gh’è la bronchite» gli ho detto cercando di dissuaderlo. E lui mi ha fatto vedere che si era messo un giornale sullo stomaco, infilandolo tra la giacchetta e la camicia, per ripararsi i bronchi dal vento. Nonostante l’allarme della Protezione civile, non c’è stato verso di farlo restare a casa. Mi ha spiegato che al bareto la sua presenza era indispensabile perché faceva parte del gruppo di volontari che, in caso di alluvione, avrebbe portato in salvo le tartine, i sacchetti di patatine e i boeri. Dalla finestra della cucina ho visto la Giacinta col nipotino Nicolas. «Dove vèto co’ ’sto tempo?» le ho sigàto dietro. «Gh’è le scole serà, lo porto ai giardineti dove el se càta coi so compagni e, fin che lori i zuga, noaltre nòne se la contémo» mi ha risposto. In effetti tirava vento - gnanca tanto, anca se bastànsa par spetenàrse - ma non pioveva né, tantomeno, diluviava, per cui ho pensato per un attimo che la chiusura delle scuole fosse stata eccessiva, ma l’Àdese alto era un pericolo e magari il diluvio si sarebbe scatenato più tardi, dopo che i buteléti, finìo de zugàr, i sarìa tornà a casa. Insomma, meglio mettere le mani avanti. Meglio dare l’allarme prima piuttosto che dopo, com’è successo tante volte.

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Silvino Gonzato
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