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13 novembre 2018

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La Posta

21.06.2018

Sboarina chiude la Bra
ma dimentica la contraerea

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Non bastano - scrive la Olga - i niù gèrsi, i controlli sugli spettatori degli spettacoli in Arena, gli agenti di polizia in divisa e in borghese e il presidio dei militari. È quello che ha pensato il sindaco Sboarina che così ha deciso di chiudere piazza Bra al traffico automobilistico per tutta l'estate, dalle sei di sera alle sei di mattina. I terroristi, se vorranno, potranno arrivare in taxi o in autobus, il cui transito per la Bra è consentito. Ma Sboarina e i suoi assessori questo non l'hanno previsto o si sono desmentegàti di prevederlo. La lacuna sarebbe tuttavia subito colmabile se si decidesse di perquisire anche le persone che salgono sui mezzi pubblici. La chiusura della Bra creerà qualche disagio ai veronesi che si imbugheranno in piazza Cittadella e in via del Pontiere, già peraltro incasinate, ma per la sicurezza si fa questo e altro. Tanto più che agli incasinamenti e alle code questa amministrazione, con tutte le sagre che ospita in Bra, ci ha abituati. Per esempio a me e al mio Gino ci prendono le stornìsie nei rari giorni in cui il traffico è scorrevole (o scurrile come disse un assessore di qualche anno fa) e allora siamo costretti ad accostare in attesa dell'ora di punta. Dicevo delle straordinarie misure di sicurezza per scongiurare attentati in Bra. Il fascista del bareto, Trisorco, sostiene però che senza la contraerea l'Arena resta comunque vulnerabile e suggerisce di installare delle batterie anti-droni ai quattro angoli della piazza. Il Trisorco invita anche a stupare il cunicolo che da sotto l'Arena porta all'Adige perché, secondo lui, i terroristi potrebbero arrivare dal fiume con canotti o canoe e fare irruzione sul palcoscenico nel bel mezzo di un’opera. Su queste cose non si può scherzare e io sono la prima a non farlo, ma il Trisorco non la butta affatto in vacca, è convinto di quello che dice. Da dopo che il mio Gino mi ha rivelato che ormai i droni si comprano, già armati, anche dal tabacàr, guardo sempre per aria col terrore di vederne uno. L'altro giorno, sopra piazza Bra, ho visto un usèl strano, grosso e nero. «No l'è mia un usèl, no te vedi che l'è un drone?» mi ha detto il mio Gino. E ho avuto paura. •

Silvino Gonzato
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