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La Posta

24.11.2018

Reddito di cittadinanza
ma niente soldi per la Sanità

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Mentre o’ guaglione Di Maio - scrive la Olga - annunciava in televisione che erano in stampa 5 o 6 milioni di tessere per il reddito di cittadinanza, senza che la legge fosse stata approvata dal parlamento, ieri i medici ospedalieri scendevano in sciopero perché sono troppo pochi per garantire ai pazienti un’assistenza adeguata e perché il contratto di lavoro è fermo da dieci anni. Io, quando i medici degli ospedali scioperano mi sento addosso tutti i mali e, anche se sono garantite le prestazioni indispensabili, ho paura di tirare le gambe per una malattia per la quale il ricovero non sia indispensabile. Il mio medico curante, el dottor Bugànsa, un giorno mi ha detto che sono patofoba e io, che non sapevo cosa volesse dire, gli ho chiesto: «Devo ciàmàr el prete par i òi santi?». «Non ancora - mi ha risposto - lei ha paura delle malattie che non ha, mentre le altre le ha tutte». I medici hanno scioperato perché, come hanno detto i loro sindacati, la Sanità pubblica è al collasso. Non occorreva neanche che lo dicessero perché in farmacia ormai sono poche le medicine per le quali paghi solo il ticket. La Sanità veneta sarà pure un modello di eccellenza, come dice Zaia, ma ci costa un òcio della testa. Adesso però veniamo a sapere che non è più un modello perché i medici, essendo pochi, sono costretti a turni massacranti che vanno a scapito della loro lucidità ("L’Arena di ieri"), ma continuiamo a pagare come quando era un modello. Il governo è deciso a elargire miliardi in sussidi ai fannulloni a scapito di tutto il resto, sanità compresa. Il mio Gino dice che se non fosse per il bareto, che non vuole lasciare, espatrieremmo in Canada a vedere gli orsi che giocano a ciupascóndi ma ogni volta che vedo Di Maio in televisione o sui giornali mi dico che mi andrebbe bene anche il Burundi dove ci ritroveremmo in tanti se il governo gialloverde traducesse in fatti le promesse fatte in campagna elettorale e che continua a fare anche adesso che ha in mano el mànego del Paese. Finora, fanfaronando e sfidando l’Europa che, voglia o non voglia, è la nostra casa comune, è riuscito solo a massacrare i risparmi che abbiamo in banca. Ma consoliamoci, verranno tempi peggiori. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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