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21 novembre 2018

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La Posta

23.05.2018

Quando sono i parroci
a sostituirsi ai postini

La Posta della Olga
La Posta della Olga

I nostri lettori continuano a protestare - scrive la Olga - perché il postino porta il giornale la sera quando non serve più o serve ad altri usi ma non a quello per cui è stato stampato. I quotidiani arrivano a tempo scaduto, spesso a ora di cena, perché col nuovo regolamento di Poste italiane vengono equiparati ai pacchi e quindi privati della necessaria urgenza. La mia amica Sandra, del quartiere di Ponte Crencano, che la settimana scorsa si era lamentata, attraverso questa rubrica, che il giornale le fosse stato recapitato alle 19.20, lunedì scorso non ha potuto nemmeno contestare l’orario perché il postino non è proprio arrivato. La stessa Sandra nei giorni scorsi ha visto dal balcone di casa il postino che le infilava nella cassetta l’avviso di giacenza di una raccomandata senza aver nemmeno provato a suonare il campanello o il corno che era in dotazione alle diligenze postali dell’Ottocento. La Sandra gli ha urlato «Son qua che el guardo, el spéta che rivo». Macché, è filato via come il vento, inseguito dalle maledizioni della mia amica che spero vadano a buon fine. Nella rubrica delle Lettere de L’Arena di ieri una lettrice di via Comacchio ringraziava il parroco per averle portato, suppongo in bicicletta, due buste che il postino, sbrigativamente, aveva infilato nella cassetta della canonica. Nella stessa pagina un lettore si lamentava perché una rivista, cui è abbonato, gli era stata recapitata insieme a quella della settimana successiva. Visto che i dirigenti delle Poste non rispondono alle proteste, si può presumere che se ne infischino e che gli vada bene che siano i parroci a sostituirsi ai postini e che abbonati a giornali e riviste siano trattati come pezze da piedi. Magari quello che noi chiamiamo "disservizio" potrebbe essere organico a un sistema le cui regole contemplino il disprezzo per i cittadini: un sistema in cui i postini che se ne fregano di suonare al citofono costringendoti a far la coda in un ufficio postale per ritirare una raccomandata, invece di essere licenziati vengono lodati per lo zelo. Come mi suggerisce il mio Gino, sono anni che non vediamo un postino. L’ultimo in carne e ossa è stato l’Ettore, sempre puntuale e cordiale. Ora sono fantasmi. •

Silvino Gonzato
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