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24 giugno 2017

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15.02.2017

Polenta e gufo
Tosi non demorde

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Ieri - scrive la Olga - sembrava che il tormentone del traforo delle Torricelle fosse finito e invece continua, e chissà per quanto lo sentiremo ancora (traforo lungo, corto, a due canne, a una canna, a due cannucce, a una cannuccia ma con l’ombrellino colorato e la ciliegia candita).

Confesso che ci avevo fatto l’abitudine e avevo temuto che mi mancasse.

Tosi si è affrettato a dire che, alla faccia dei gufi, il progetto dell’opera non finirà nelle sgaùie.

Sembra che la partita sia solo tra lui e i gufi (che si vorrebbe mangiare con la polentina) e che la città faccia solo da sfondo.

Per il gongolante capo dei gufi, Bertucco, la partita è finita e riprenderà forse tra vent’anni mentre invece per Tosi è solo questione di ridare le carte dopo aver mescolato il mazzo.

Dei tormentoni civici che ci accompagnano da anni, abbiamo discusso ieri sera alla trattoria dai Onti dove siamo andati per la festa degli innamorati.

Eravamo io, il mio Gino, il ragionier Dolimàn con la moglie Delfina, il geometra Trivèla con la moglie Trivelada e il professor Johnny Salame con la moglie Brigàldola.

Dopo che il ragionier Dolimàn ha elencato i principali tormentoni (Ca’ del Bó, Arsenale, Castel San Pietro e Traforo), ognuno dei quali è stato salutato da un «Olè!», il professór Salame e il geometra Trivèla ne hanno fatto la cronistoria, omettendo però a bella posta di parlare di Ca’ del Bó perché, come ha detto el Trivèla, «ghe vorìa sinquesènto vache par contàr tuta la storia».

Dunque: l’Arsenale, secondo i progetti susseguitisi nei decenni, avrebbe dovuto diventare un Bobùrg, uno spaccio di prodotti tipici, un centro commerciale, un museo e un parco giochi per vedove (quest’ultima cosa l’ha aggiunta il mio Gino).

La caserma di Castel San Pietro avrebbe dovuto essere trasformata via via in un casinò, in un albergo di lusso, in un’esposizione permanente di vini, in un ufficio turistico e in una succursale dell’Hermitage di San Pietroburgo. La Brigàldola ha detto che i bobùrg fanno ingrassare.

Sul buso delle Toresèle si è aperto un dibattito pieno di allusioni e doppi sensi. Alla fine tutti abbiamo convenuto che i tormentoni ci aiutano a vivere.

«Toglietemi tutto ma non l’Hermitage» ha detto la Trivelada accennando uno striptease.

Silvino Gonzato
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