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01 maggio 2017

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17.03.2017

Più che l’acqua inquinata
spaventano le rassicurazioni

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Più preoccupanti del ritrovamento del famigerato Pfos in un pozzo di acqua del sindaco, cioè quella che arriva nelle nostre case, - scrive la Olga - sono state le dichiarazioni rilasciate in proposito dal presidente di "Acque Veronesi", Niko Cordioli, con l’intento di tranquillizzarci.

Cordioli ha detto che a inquinare il pozzo è stato «qualcuno che, consapevolmente o meno, ha sversato le sostanze contenenti il Pfos». E ha aggiunto che «è sufficiente un lavaggio incontrollato su un piazzale per provocare un fatto del genere».

Vale a dire che l’acqua che beviamo, e che la stessa azienda pubblica ci invita a bere perché migliore di quella in bottiglia, può essere avvelenata, di proposito o senza rendersene conto, da chiunque, tanto i pozzi sono vulnerabili.

Finora ho sempre pensato che l’acqua di casa fosse al sicuro come le particole nel tabernacolo e avesse l’unico difetto di intasarci di calcare i rubinetti, inconveniente cui si può ovviare svitando i filtri e mettendoli a bagno per qualche tempo nell’asédo.

Adesso però mi vengono a dire che basta che el Tegolina del bareto lavi la Lambretta con una certa sostanza sopra un pozzo o nelle vicinanze perché questa sostanza penetri nel terreno e vada a mescolarsi all’acqua che beviamo fregandoci il fegato, i reni e addirittura el sarvèl.

Sto semplificando - ed è giustificabile perché sono ignorante come ’na sapa - e forse anche il Cordioli ha semplificato ma, avendo lui fatto le scóle alte, dovrebbe spiegarci, pur con parole facili da capire anche da chi ha il comprendonio rusenìo, se davvero i pozzi, e quindi la nostra salute, sono in completa balìa di un qualsiasi Tegolina o, peggio, di criminali.

Mentre scrivo vedo la gente uscire dal supermercato di fronte con i carrelli pieni di bottiglie di acqua minerale.

Sono bastate le rassicurazioni di Cordioli per farci prendere a tutti un bel scagàsso, non solo a quelli della zona stadio serviti dal pozzo inquinato.

La Elide e il Remigio, che fino a ieri mettevano in tavola la caraffa con l’acqua del sindaco, spingono un carrello a testa. Il mio Gino usa l’acqua solo per lavarsi e quindi non corre pericoli ma io, che invece la bevo, magari con le bollicine dell’Idrolitina, adesso quando apro il rubinetto la guardo scorrere con sospetto.

Silvino Gonzato
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