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La Posta

12.10.2018

Meglio il cavallo
che l’autobus

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Speravo sinceramente che il Comune e l’Atv - scrive la Olga - fossero più generosi con i trentamila veronesi che fino alla prossima primavera non potranno usare le loro vecchie auto, bloccate in garage dal lunedì al venerdì dai provvedimenti contro lo smog e poi dai Mobility day. La tessera per 12 corse gratis sui mezzi pubblici è francamente una miseria. Nell’imminenza della Fieracavalli, Comune e Atv avrebbero potuto cogliere l’occasione per regalare, specie agli anziani che soffrono le brusche frenate e gli scossoni dell’autobus, un buono acquisto per un veloce destriero. Qualche veciòto sofferente di artrosi si sarebbe accontentato di un ronzinante, del genere di quello che cavalcava Don Chisciotte, più adatto al placido trotto che non allo sfrenato galoppo. E, visto che le auto col motore spento non inquinano (almeno credo che su questo gli assessori Segala e Zanotto siano d’accordo), il cavallo avrebbe potuto fungere da traino, come per le carrozze di una volta. L’idea romantica di una città percorsa da auto a propulsione equina mi sarebbe piaciuta e avrebbe dato il senso di come è cambiato il mondo dei trasporti, anche grazie al duo Seganotto, come viene chiamato al bareto il sodalizio tra Pippi Calzelunghe Segala e Zanotto. La Segala, che è sgarzolina e mi ricorda la Beresina di qualche anno fa, spinge perché tutti vadano in bicicletta come fa lei, ma non capisce che per molti anziani con le gambe strasse andrebbe meglio il cavallo che ha il pregio di non avere i pedali e, se non lo si vuole cavalcare a pelo, può essere dotato di una sella, resa eventualmente ancora più comoda da un cuscino o da una ciambella. El Sùrla del bareto, disperando di essere omaggiato di un buono per l’acquisto di un cavallo, ha rotto gli indugi e ha permutato la sua vecchia auto euro 3 a gasolio con un cavallo da òbito alimentato a biada. Dopo essere stato usato per tanto tempo dal clan dei Casamonica per trainare i carri funebri, era in pensione e sarebbe stato destinato al macello. «G’ò tacà i specéti retrovisori e la targa de la me vècia auto - ha detto el Sùrla al mio Gino - e son contento parché così posso andàr anca nella Ztl e parchegiàrlo in Bra sensa che i vigili i me rompa le balòte». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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