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23 aprile 2017

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10.02.2017

Maratone e sagre
La città non ne può più

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Gira voce - scrive la Olga - che i preti di Verona abbiano scomunicato gli organizzatori delle maratone i quali, bloccando la città per ormai troppe domeniche all’anno, impediscono loro di svolgere le attività pastorali fuori mura.

Dirò che, leggendo “L’Arena” che riportava le proteste di don Margoni, vicedirettore di “Verona Fedele”, e di don Bonetti, vicario episcopale per la Pastorale, non ho avuto l’impressione che fosse nell’aria un provvedimento così radicale.

Ho capito che i reverendi ne hanno i turiboli pieni, come del resto, pur per motivi diversi, li hanno tutti i cittadini, ma niente di più.

Siccome la voce me l’ha riportata il mio Gino, gli ho chiesto se l’avesse sentita al bareto. «Sì - mi ha risposto - l’ho sentita dal Tegolìna che, a sua volta, l’ha sentita dalla perpetua di don Zeffirino con la quale se la intende».

Gli ho detto che le perpetue, specie se innamorate, raccontano un sacco di fandonie e che quella della scomunica era una di queste. Messa in un cantón l’inverosimile, ma forse solo prematura, notizia della scomunica, sono contenta che anche i preti comincino a ribellarsi al fatto che i veronesi per molte domeniche vengano bloccati in casa da sagre, baracconi e maratone. Non credo che ci sia una città che ha più maratone, o frazioni di maratone, di Verona. Domenica ci sarà la “Mezza Maratona Giulietta&Romeo”, ma già il 5 marzo si correrà la maratonina di Giulietta riservata alle donne.

In dicembre c’è stata la scarpinata dei Babbi Natale e da qualche giorno si sono aperte le iscrizioni per la “Verona Marathon” del novembre prossimo.

Ma è certo che ce ne saranno altre perché gli organizzatori vanno a nozze con le amministrazioni comunali sagraiole e circensi che considerano la città come un contenitore di spettacoli di varia natura più che come un insieme di cittadini che per lavoro o per recarsi in visita a parenti, sani o malati che siano, o anche solo per diletto (non è un diritto anche questo?) hanno bisogno di uscire di casa e di usare l’auto anche di domenica.

Non credo che gli organizzatori siano a corto di idee ma potrei suggerire maratone (o mezze o tre quarti) riservate alle vedove, agli obesi, ai ragionieri, agli alpini, alle perpetue. Sempre nel nome di Giulietta o di Cangrande, ovviamente.

Silvino Gonzato
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