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14 novembre 2018

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La Posta

04.05.2018

Maestre con la laurea
ma la ministra non ce l’ha

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Come si fa - scrive la Olga - a non strucàrse attorno a tutte quelle maestre che fanno lo sciopero della fame contro la sentenza del Consiglio di Stato che le ha escluse dalle graduatorie perché non hanno la laurea in Scienze della formazione primaria, sentenza arrivata quando erano già al lavoro e avevano famiglia? Il diploma magistrale che aveva abilitato all'insegnamento la maestrina dalla penna rossa di De Amicis non basta più. I tempi sono cambiati. Ci vuole la laurea anche se abbiamo la ministra dell'Istruzione, Nuvola Rossa Fedeli, che dopo le scuole medie ha fatto solo un corso per assistente sociale, e un imberbe aspirante capo del governo che viene direttamente dallo stadio San Paolo di Napoli dove indossava la pettorina fluorescente dello stuart. «El mondo el s'à roersà» ha detto la Cesira commentando queste stranezze. «No - le ho risposto - l'è l'Italia che la s'à roersà e no gh'è speransa che la se indrìssa». Una sentenza retroattiva che condanna le maestre a fare le supplenti fino al giorno della pensione non sta né in cielo né in terra né in quei posti di cui sono dotati gli appartamenti dove, per decenza, se se sèra rento a ciave. L'ingiustizia di cui sono vittime le maestre (ma anche i colleghi maestri) pesa come il Monte Baldo. La Erica che insegna a Breonio (L’Arena di ieri) ha dovuto smettere lo sciopero della fame perché si stava ammalando; la Valentina beve solo acqua zuccherata prima di salire in auto per raggiungere la scuola del paese dove insegna. Pòre fióle, il loro, come quello delle tante colleghe, sarà un sacrificio inutile ma almeno il loro gesto coraggioso servirà a sottolineare con la matita blu, quella che si usa per i becanòti più grossi, l'intollerabile sopruso che hanno subito. È paradossale che ci voglia la laurea per fare gli educatori ma che gli “educati“ possano non averla per fare i parlamentari, i ministri e i presidenti del Consiglio. Il mio Gino ha espresso il timore che una delle tante leggi da cul, cioè con effetti retroattivi, introduca la laurea anche per gli addetti al servizio d'ordine del vènardi gnocolàr di cui fa parte. Avrei voluto tranquillizzarlo ma poi mi sono detta che tutto è possibile. •

Silvino Gonzato
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