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14 novembre 2018

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La Posta

07.11.2018

Ma non dispiace l’idea
di una città acquatica

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Di chi è la colpa - scrive la Olga - se ogni volta che piove più del solito, Verona va sotto acqua? Intervistato da "Good Morning San Zen" - scrive la Olga - l’ingegner Sgàlmara ha detto che, più che di colpe, bisognerebbe parlare di meriti perché le immagini delle strade allagate pubblicate su L’Arena hanno mostrato un nuovo seducente volto della città che, con opportune opere, potrebbe diventare permanente. «Per esempio - ha spiegato l’ingegner Sgàlmara - laddove, come a fianco di Porta Nuova e Porta Palio, si sono formati dei leggiadri laghetti che, rispecchiando i sovrastanti monumentali manufatti, li raddoppiano, io farei in modo che le acque non si ritirassero ma vi rimanessero stabilmente». L’intervistatore gli ha chiesto se fosse davvero convinto di quello che diceva. «Come no!- è stata la risposta - Le strade della città, e se n’è avuta l’ennesima conferma in questi giorni, sono conformate in modo da essere àlvei naturali di fiumi e laghi e quando vedo gli operai dell’Amia smontare dalla bicicletta per pulire i tombini mi avvicino e gli dico nella nostra amata lingua comune: "Lassè star butèi, laorè par gnente parchè avì visto che ogni òlta che pióe l’acqua la salta su. Lassè che la natura la faga el so corso"». «E cosa le rispondono gli operai dell’Amia?» ha chiesto l’intervistatore. «Alcuni mi mandano in mona ma altri condividono il mio punto di vista. Del resto l’idea di Verona città acquatica è comune a molti miei colleghi i quali si spingono addirittura oltre, come l’architetto Mastegabródo che al posto di piazza Bra vedrebbe bene un lago che lambisse l’Arena e il Listón lungo il quale si pianterebbero i pali, come a Venezia, per legarvi le gondole». L’intervistatore gli ha chiesto se fosse d’accordo con l’architetto Mastegabródo. «Dipendesse da me - ha risposto l’ingegner Sgàlmara - sommergerei anche il Listón - in modo che le porte dei ristoranti si aprissero direttamente sull’acqua, come appunto a Venezia». Gli è stato fatto presente che in una Verona acquatica sparirebbero i tradizionali banchetti di Santa Lùssia. «Zattere, i banchetti troverebbero posto su delle zattere ancorate sul fondo» ha risposto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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