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25 settembre 2018

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La Posta

28.06.2018

Ma molti immigrati cinesi
si tengono il mal di denti

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Il mal di denti - scrive la Olga - non ha nazionalità ma quando gli immigrati cinesi vanno dal dentista, non parlando la nostra lingua, non si sanno spiegare. Riescono a indicare con un dito il dente dolente, dicono "ahi" nella loro lingua ma non sanno descrivere l'entità del dolore e la sua natura, se cioè è pulsante, se si irradia ad altri denti, se compare o si fa più acuto ingerendo liquidi caldi o freddi. Insomma non riescono a farsi capire come faccio invece io col mio dentista, il dottor Cariato, che una volta mi ha tolto un dente sano e, rispondendo alle mie rimostranze, «Cossa ghe ne fazéela de trentadù denti? Iera massa» mi ha detto e così, avendomi cavato poi anche quello malato, ha fatto trenta, conto tondo. L'ideale sarebbe che i cinesi si rivolgessero a dentisti cinesi ma pare che non ce ne siano e allora la direttrice sanitaria del poliambulatorio San Francesco di Villafranca fa un tentativo: mette un annuncio sulla rivista Verona Medica e spera che qualcuno si faccia vivo. Per curiosità ho chiesto al cinese Tan detto Tano se ci siano in giro dentisti della sua nazionalità. El Tano che, conoscendo la nostra lingua e parlando anche il dialetto meglio dei veronesi del bareto, si avvale delle cure del dottor Cariato, mi ha risposto che di dentisti cinesi ce ne sarebbe uno ma siccome le sue assistenti facevano anche massaggi erotici, la questura gli ha chiuso lo studio e ora cava i denti a domicilio. Ho insistito per conoscerne il nome e così ho saputo che è uno dei suoi 236 cugini. Il fatto che gli preferisca il dottor Cariato potrebbe voler dire che non lo ritiene all'altezza ma potrebbe voler anche dire che non vuole farsi mettere le mani in bocca da parenti. El Tano mi ha detto anche che, essendo lui e sua moglie Lin detta Wanda, i soli cinesi integrati, molti dei suoi connazionali preferiscono tenersi il mal di denti piuttosto che inserirsi in una società che ritengono estranea al loro modo di vivere. Essendo il mal di denti la peggiore compagnia che si possa immaginare, gli ho detto che mi dispiace che i suoi connazionali preferiscano soffrire piuttosto che dare la parvenza di volersi integrare rivolgendosi ai nostri dentisti. Mi ha risposto che scelgono il male minore. •

Silvino Gonzato
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