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La Posta

05.02.2018

Ma le famiglie veronesi
sanno difendersi da sole

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Tutto finisce nel minestrone di questa campagna elettorale, che era già disgustoso senza che vi si aggiungessero i nuovi ingredienti, scrive la Olga. Così diventa materia di scontro politico il gesto di quel barbaro che a Macerata ha sparato su un gruppo di neri per vendicare la morte di una ragazza di cui è accusato un nigeriano. Così anche nella nostra città ci si scanna sia pure su un fatto assolutamente banale come lo slogan "Sposa chi vuoi" con il quale una imprenditrice ha presentato la propria attività di organizzatrice di matrimoni, anche non ortodossi, alla manifestazione "Verona Sposi" che ha avuto luogo all'Arsenale. Tutti sappiamo com'è andata: la scritta, dopo la protesta del "Popolo della Famiglia" - che non è un popolo ma un partito come gli altri e di così scarsa consistenza da non avere i voti necessari per essere presente in Consiglio comunale - il sindaco ne ha imposto l'immediata rimozione. Se non l'avesse fatto, nessuno si sarebbe accorto di questo nuovo "attentato" alla famiglia che i retrogradi, cioè la stragrande maggioranza degli italiani, ritengono debba essere formata da una mamma donna e da un papà uomo, non da altri stravaganti abbinamenti che pure la legge sulle unioni civili contempla. Nessuno se ne sarebbe accorto o lo avrebbe liquidato con un'alzata di spalle ma se ora siamo qui a discuterne è perché la macchina della campagna elettorale se non macina m... non funziona e se la m... non c'è, la fabbrica. Il sindaco e i suoi assessori, che ora si indignano per uno slogan scialbo quanto innocuo, sanno benissimo che la vera famiglia possiede degli anticorpi tali per cui si sa difendere da sola senza la loro scomposta reazione e senza che un Grigolini, rappresentante del "Popolo della famiglia" che non rappresenta che se stesso, come dimostrano i consensi che gli hanno accordato le famiglie veronesi che non hanno bisogno di un partito per sentirsi tali, gli faccia da suggeritore. Non so per quanto andrà avanti questa farsa ma, finita questa, da qui al 4 marzo, ce ne saranno altre. E basta con la melensaggine di Verona città dell'amore che viene tirata fuori ad ogni occasione, solo perché stiamo spacciando per Storia un pontesèl farlocco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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