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La Posta

16.11.2018

Ma il modello Brenzone
qui svuoterebbe gli autobus

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Tra tante brutte notizie che ci propinano ogni giorno giornali e televisione - scrive la Olga - eccone finalmente una buona. A Brenzone gli studenti che fanno i bulli non potranno andare a scuola in autobus. Lo ha deciso il Consiglio comunale che ha modificato appositamente il regolamento del trasporto pubblico. Da oggi chi farà il cretino o lo spavaldo o il prepotente (ma nel "cretino" è compreso tutto) infastidendo compagne o compagni, se la farà a piedi o dovrà farsi portare in auto da papà o mamma che, se sono dei bravi genitori e non di quelli che si schierano sempre con i figli lazzaroni, completeranno la punizione con un par de scufiòti all’andata e un par al ritorno, visto che gli scufiòti sono più educativi di qualsiasi forma di rimprovero. El scufiòto, per intenderci, è una sberla data a mano aperta (non di taglio parchè l’è così che se cópa i cunèi) sulla nuca o a metà tra la nuca e el copìn. Si differenzia dal stramusón che viene assestato in pieno muso e fa più male del scufiòto che però, secondo il manuale del professor Scùria, "Sberle, sganassóni, stramusóni e scufiòti", è più umiliante. La mortificazione di non poter più salire sull’autobus comunale vale più di ogni altro castigo perché così il bullo è oggetto della derisione, silente o sonora, delle sue vittime ma anche di tutti gli altri suoi compagni di scuola che magari dai finestrini lo vedono scarpinare a testa bassa come i mussi. Pare che a Brenzone, poco più di 2400 abitanti, il numero degli studenti bulli sia abbastanza circoscritto e quindi la decisione del Comune del lago non svuota gli autobus come accadrebbe a Verona se si adottasse lo stesso criterio per tutti i bulli che infestano le scuole. Il professor Scalcagnato, in ragione del gran numero di questi lazzaroni propone, nel caso in cui il Comune di Verona intendesse prendere dei provvedimenti efficaci, di allestire degli autobus dedicati esclusivamente a questa marmaglia con partenza dai capolinea dei quartieri. Questi autobus dovrebbero recare la scritta, davanti e dietro, «Trasporto bulli». Il castigo, che mi trova assolutamente d’accordo, dovrebbe quindi configurarsi come una sorta di esposizione, ma viaggiante, al pubblico ludibrio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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