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La Posta

07.07.2018

Liga e Lega, al bareto è già separazione

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Dopo la sentenza della Cassazione che ha condannato la Lega a restituire allo Stato i 49 milioni di euro che avrebbe incamerato illecitamente coi rimborsi elettorali di sei anni fa - scrive la Olga - non c’è pace per i leghisti del bareto "Da Oreste". Come mi riferisce il mio Gino, gli avventori non leghisti, prendendo a pretesto il fatto che la Guardia di Finanza sta sequestrando ovunque i soldi del partito, stanno tormentando l’Adelino Oviduri che non riesce più a tirar fuori il portafoglio per pagare le consumazioni (di norma sei-sette goti e un paio di tartine con le vongole) senza essere oggetto di pesanti insinuazioni. «Òcio che è drio rivàr la Finansa - gli ha detto ieri el Tegolina - e la te confisca i schèi dei rimborsi, visto che te gh’è magnà rento anca ti». «Col c... che g’ò magnà rento, iè schei méi» gli ha risposto l’Ovidùri. «No - ha contrattaccato el Tegolina - tè sempre dito che te fè parte del sércolo magico de Bossi, quindi calcòssa tè ciapà anca ti». Bisogna dire che mentre a livello federale esisteva il "cerchio magico", in periferia c’erano i sércoli magici che avevano sede nei bareti, nelle osterie, nelle cantine e in qualche canonica di campagna. «Ai sércoli no è mai rivà gnanca un franco» si è difeso l’Ovidùri spalleggiato dai compari leghisti Mancio Bisolfìto e Rudy Sfigaról che, per evitare rogne, si sono astenuti dal consumare, limitandosi a lecàr el taolìn non appena el Birba, che ghe trema le man, el spandéa un po’ de vin. «In ogni caso - ha precisato el Bisolfito - noaltri sémo de la Liga Veneta e no gh’émo gnente a che far con quei de la Liga Nord. Se gh’è sta qualche imbròio iè sta i lombardi». Tra la Lega Nord e la Liga Veneta non è mai corso buon sangue, gh’è del rùzeno da tanti anni e la condanna per i rimborsi illeciti sta marcando ancora di più la divisione. Le reazioni dei leghisti del bareto alla provocazione del Tegolina ha confermato quello che già era nell’aria e cioè che il Carroccio e il Tanko sono avviati a imboccare strade diverse. Zaia fa finta di andare d’accordo con Salvini ma prima o dopo el va zó col brentón e la Liga andrà per conto proprio. Visto che l’Ovidùri non ordinava i soliti goti per paura di tirar fuori il portafoglio, «Par ancó, pago mi» gli ha detto el Tegolina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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