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La Posta

17.04.2018

«Le va bene una gazosa?»
Scandalo nella “notte viola”

La Posta della Olga
La Posta della Olga

La notizia che alcuni stand del Vinitaly and the City avevano esaurito bottiglie, fiaschi e damigiane già sabato sera, prima che cominciasse la "notte viola", cioè imbriàga - scrive la Olga - non ha colto di sorpresa nessuno al bareto dove si sapeva che, oltre al Marzemino Brusalitri, un esercito di altri brusalitri, in gran parte provenienti dalla provincia, dove si annidano i più formidabili bevitori, avevano fatto incetta di biglietti che davano diritto alle degustazioni. Non solo ne avevano fatto incetta, ma se n’erano fatti stampare molti di falsi in alcune tipografie clandestine. Alle dieci di sera el Tegolina, dopo aver attraversato il ponte di Castelvècio per bere un goto allo stand della Sicilia, in alternativa al vino, che era finito, si è sentito proporre una gazosa e ha gridato allo scandalo. Anche lo stand di lungadige San Giorgio era stato prosciugato e i degustatori delusi erano stati dirottati in piazza dei Signori dove un camion cisterna aveva rifornito la mescita. Prevedendo, come detto, che i brusalitri, di cui erano arrivate due corriere anche da Pegognaga, nel Mantovano, avrebbero prosciugato il Vinitaly and the City, l’oste Oreste aveva sguinzagliato alcuni avventori per la città col compito di dirottare verso il suo bareto i degustatori rimasti a secco. Avendo fatto scorta di damigiane, ha potuto così non solo placare la sete dei brusalitri ma si è concesso anche la licenza di attaccare al vetro della porta del bareto un cartello con la scritta «Il Vinitaly è qui». Per tutta la notte di sabato e per tutta la giornata di domenica el bareto sembrava l’Inps, tanto lunga era la coda che si era formata. Non bastando la Beresina a servire i clienti, l’Oreste aveva chiamato come rinforzo la Rosy Culodoro e la Pepi Bandalarga che sono accorse molto volentieri perché hanno così potuto distribuire molti biglietti da visita per il loro extra Vinitaly. El ragionier Dolimàn, intervistato da «Good Morning San Zen», ha lamentato che la città del vino, come si definisce Verona, non sia stata in grado di dissetare tutti gli assetati anche se ha ammesso che nessuno poteva prevedere la massiccia invasione di biglietti falsi (parte dei quali erano stati messi in vendita ) di cui peraltro si è servito anche lui perché ha potuto usufruire dello sconto ragionieri. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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