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La Posta

05.10.2018

Le auto non possiamo usarle?
Torniamo a cavalli e birocci

La Posta della Olga
La Posta della Olga

In tempi in cui, anche con i provvedimenti più talebani, le auto vengono sfrattate dalle città e dai paesi perché ritenute tra le cause principali di inquinamento - scrive la Olga - cade a fagiolo la proposta dell’architetto Mastegabródo fatta durante una affollata conferenza alla Corte Vècia. L’architetto, dopo aver proiettato delle diapositive ricavate da delle foto ottocentesche scattate a Verona dal Lotze, ha lanciato l’idea che si torni ai cavalli, alle carrozze, ai birocci e ai biroccini. «Se l’auto non possiamo più usarla, non resta che la trazione animale» ha detto spiazzando il numeroso pubblico in mezzo al quale c’eravamo anch’io e il mio Gino. Ed evocando un’immagine romantica che ci è piaciuta molto, ha ricordato di quando la città, ora assordante e fumosa, era tutta un leggiadro scalpitio di zoccoli e un amabile rimbalzare di comandi vocali che venivano impartiti ai docili cavalli, e l’aria pulita era sferzata dai veloci calessi mentre gli omnibus, gli antenati dei rumorosi e inquinanti autobus di oggi, scaricavano e caricavano i passeggeri in una piazza Bra luminosa anche nei giorni di nebbia. «Tutto - ha concluso l’architetto Mastegabródo - rispondeva alle leggi del movimento naturale». Il pubblico era estasiato da tanta poesia. «Ma i petolòti? - ha chiesto il mio Gino rompendo l’incanto - No me risulta che le auto le le mola». Era presente l’Antenore, detto Alì il Chimico, il quale ha spiegato che le deiezioni animali sprigionano una grande quantità di metano e di protossido di azoto che aumentano drasticamente l’effetto serra e che fino a quando non si riusciranno a imbottigliare questi gas per usarli come fonte di energia, il ritorno alla trazione animale non scongiurerebbe i Mobility Day dell’assessora Pippi Calzelunghe Segala. Nella discussione che ne è seguita l’avvocato Garbùia ha chiesto quindi che venga sospesa la Fieracavalli fino a quando non entrerà in funzione la raccolta sistematica dei petolòti che l’Agsm trasformerà in metano. «E ghe sarìa anca le boàsse de le vache» ha detto ancora il mio Gino con felice intuito. «Bravo - gli ha risposto Alì il Chimico - Le boàsse sono un tesoro energetico ma nelle diapositive dell’architetto Mastegabródo non ne ho viste». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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