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19 novembre 2018

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La Posta

21.05.2018

La Straverona, D’Arienzo
e le vacche che volano

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Essendo la Straverona “parte della nostra tradizione“, come ha detto il sindaco Sboarina, - scrive la Olga - ci dobbiamo rassegnare alle strade chiuse, ai divieti e a tutto il resto, come avviene per le molte altre manifestazioni che non fanno parte della tradizione. El professor Scalcagnato insiste nel dire che tradizione vuol dire trasmissione attraverso il tempo di un patrimonio culturale e porta a esempio il mito di Giulietta, el Bacanàl del gnoco e la mostra dei presepi. Ma io dico che se il sindaco sostiene che anche una corsa podistica è cultura, non vedo perché dobbiamo contraddirlo e perché i veronesi che abitano lungo il percorso debbano incavolarsi. La Doretta che abita in circonvallazione Oriani, una delle strade per le quali passa la Straverona, non potendo lasciare l'auto sotto casa come fa per tradizione e perché non ha il garage, la sera prima della corsa, per evitare che le venga portata via dal carro attrezzi, andrà a parcheggiarla al Pestrìn e poi tornerà con l'autobus, ma lo fa volentieri perché ci sono tradizioni più importanti di altre. L’onorevole D’Arienzo si porterà una caregheta in corso Porta Nuova, un punto di osservazione strategico per scoprire e denunciare chi, magari, correrà con l’immagine di Mussolini sulla maglietta. Sospetta, infatti, che quel manigoldo che circola con l'auto aziendale dell’Agsm con sul cruscotto il ritratto del Duce possa aver fatto scuola. D'Arienzo, come dice in un comunicato, non sottovaluta il rischio di un ritorno del Fascismo. Anche il Vacamora non sottovaluta che alle sue vacche spuntino le ali e si mettano a volare. Oggi la Straverona comincerà con la corsa dei piccoli, cioè bambini e nani, e domani correranno i grandi. Soprattutto sui nani, i quali hanno notoriamente simpatie per il Ventennio, si concentrerà l'attenzione di D'Arienzo. Non è un mistero, infatti, che stiano preparando una marcetta su Roma. A partire da stasera io e il mio Gino accoglieremo nella nostra casa alcuni degli sfollati dalle strade interessate dal passaggio della Straverona. Lo stesso faranno molte famiglie del nostro quartiere dove la solidarietà è ancora un valore. Non avendo noi altri letti oltre al matrimoniale, per una notte dormiremo con la Doretta e suo marito. •

Silvino Gonzato
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