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17 dicembre 2017

Aree Tematiche

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05.10.2017

La prova nissói
e i fumi nucleari

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Più che dell’Arpav - scrive la Olga - mi fido dei miei nissói che ogni volta che li stendo sul pontesèl li tiro dentro pieni di frusìn.

«L’è el smog» dico al mio Gino che mi rimprovera di non aver fatto bene la lìssia.

D’altra parte, la baréta che lui si mette per andare in bici mi guardo bene dal toccarla perché entrerei nelle statistiche dell’Unione Europea sui morti da inquinamento in Italia, un altro dei primati negativi del nostro Paese.

Respiriamo un’aria talmente brutta che el Remigio, el marì della Elide, ogni volta che rientra a casa el se passa nei busi del naso gli scovolini da pipa. El smog l’è un problema grosso che viene affrontato sempre con le ciàcole, mai con i fatti.

Ho letto che se smorsegàssimo la cóa de un cobra lo coparéssimo sul colpo e che se un cobra ci smorsegàsse farebbe comunque la stessa fine mentre noi siamo talmente pieni di veleni che il suo morso non ci farebbe neanche le garìssole.

Lo ha detto el professór Spaèntapassare che è uno studioso dell’Aea, l’Agenzia europea dell’ambiente, in un’intervista alla «Gronda».

El professór Spaèntapassare viene pagato fior di quattrini per la sue ricerche su come trasformare le polveri sottili, responsabili dell’inquinamento delle aree urbane, in maròcoli, in modo che si possa vederle ed evitare così di respirarle.

Nei giorni scorsi, come se non bastasse lo smog, le stazioni di controllo della radioattività ne hanno trovato tracce nell’aria di Verona, Vicenza e Belluno, le città della Banca Popolare prima che si sgrandàsse.

Roba da poco, hanno detto, ma intanto ci siamo spaventati e il mio Gino ha dato la colpa a quel porsèl di Kim Jong-un che continua a fare esperimenti nucleari. Anche se siamo molto distanti dalla Corea del Nord, il mio Gino ha sentito al bareto che i venti, tirando in questa diressión, ci hanno portato i fumi atomici che però non spussano di niente e per questo non ce ne siamo accorti.

Sulle spusse si è aperto un dibattito tra gli avventori durante il quale el marochìn Alì, detto il chimico, ha detto che però le bombe che tirano i cammelli non profumano di datteri. Spusse o non spusse, caméi o datteri, fatto sta che lo smog ci sta copando e non riusciamo a liberarcene. E coi nissói s’el portémo parfìn in lèto.

Silvino Gonzato
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