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25 settembre 2018

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La Posta

07.04.2018

La pedagogia si è invertita
Oggi si picchiano i profe

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Non passa giorno - scrive la Olga - senza che un insegnante non venga malmenato da un genitore. Gli ultimi casi si sono verificati a Palermo, Siracusa, Treviso e Cagliari. La "buona scuola" è anche questo. «Papà, il profe mi ha detto che sono un musso», una mussa se femmina. La comunicazione ovviamente avviene in tempo reale tramite sms. Il papà, con la schiuma alla bocca, parte e quando il profe, finite le lezioni, sta per uscire da scuola, lo aggredisce a sberle, a pugni e, facoltativamente, a calci. Se a vendicare l’offesa fatta al figlio o alla figlia è una mamma, il bon ton impone che questa si limiti alle sberle e a qualche sgrafón, a maggior ragione se il bersaglio della missione punitiva è una profe. Il filosofo-psicologo-sociologo Strusa sostiene che se al giorno d’oggi i genitori vogliono avere la stima dei loro figli devono riempire di botte gli insegnanti che questi indicano come meritevoli di essere castigati. Non è che andasse bene quando, ai miei tempi, gli insegnanti sberlavano gli alunni, ma, come dice el Strusa, se il progresso ha portato a questa inversione di tendenza dobbiamo prenderne atto. Se una volta il figlio (raramente la figlia) si fosse azzardato a riferire ai genitori che l’insegnante gli aveva dato un par de scufiòti, papà o mamma, o entrambi, gliene somministravano altrettanti perché i metodi educativi della scuola, anche se eccessivi, non erano in discussione: «Se el t’à dato un scufiòto vol dir che te te lo si merità». Il mio Gino, quando era alle elementari, aveva risolto il problema delle punizioni corporali portando alla maestra una verza alla settimana e un salame al mese, ma i genitori del suo compagno di banco, che era costretto a passare intere mattinate inzenocià sui grani de polenta, per far fronte alla continua elargizione di salami, compravano un porco all’anno. Chiedo al professor Scalcagnato che rapporto abbia coi genitori dei suoi alunni. «Bòte finora mai - mi risponde - ma a scola i comanda lori e se a qualche buteléto ghe dago un bruto voto, so pare e so mare i me manda l’avocato. "Ma, avocato - ghe digo - el me diga lu che voto posso dàrghe a un musso"». «El ghe dàga del fién - el m’à risposto uno - ma, me racomando, el ghe tègna la media alta». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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