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21 ottobre 2017

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03.10.2017

La festosa corsa dei cani
e la triste morte del daino

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Ci sono animali e animali, scrive la Olga. Al cane e al gatto si ci affeziona, spesso in modo morboso, mentre un daino può morire in mezzo a una strada, investito da un’auto, com’è successo l’altra notte a Parona, senza che gliene freghi niente a nessuno.

O, meglio, a qualcuno glien’è fregato: all’automobilista che, dopo l’investimento si è fermato e ha chiesto inutilmente aiuto a destra e a manca per il povero animale che agonizzava.

La mia amica Elide ama più i daini che i cani e i gatti e questo per colpa degli uomini che, come ha detto Papa Francesco, sono tanto attaccati ai Boby o ai Fufi da lasciare morire di fame la vicina di casa. Non possedendo un Boby, domenica scorsa la Elide ha partecipato alla Dog Run, corsa di cani con accompagnatori, tenendo al guinzaglio el Remigio, suo marito.

Avendo saputo che alla gara (una delle tante manifestazioni sagraiole che si tengono nelle vie del centro col patrocinio del Comune) era stata iscritta anche ’na cavra, ha pensato che il suo Remigio non avrebbe sfigurato.

All’ambientalista del bareto, Zanna Gialla, è stato invece proibito di correre a fianco di un lupo della Lessinia perché, come gli è stato risposto dall’organizzazione, il lupo è un animale selvatico. Come il povero daino morto a Parona, che però era un mansueto erbivoro.

El Zanna gialla ha obiettato che lui i lupi li ama più delle vacche, cosa peraltro risaputa. Gli è stato detto che, dato il precedente della cavra, le vacche, se considerate animali di affezione - ma non era il suo caso -, avrebbero potuto concorrere come, eventualmente, i porsèi, i criceti, i piti o i cervi e i daini, se qualcuno li amava al punto da tenerseli in casa.

Nessuno racconterà la storia del daino lasciato morire sull’asfalto a Parona, il quale probabilmente, raggiunta l’età della ragione, avrebbe preferito nascere cane per essere oggetto di amore profondo da parte degli uomini, vivere tra un salotto e i giardinetti pubblici, mangiare più volte al giorno alla faccia della vicina di casa dei suoi padroni che muore di fame, avere il privilegio di essere assistito da un veterinario di fiducia, partecipare ai concorsi di bellezza ed essere iscritto alla Dog Run.

E invece è vissuto e morto da daino su una strada che non avrebbe dovuto attraversare.

Silvino Gonzato
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