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26 settembre 2018

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La Posta

25.06.2018

La Carmen e Di Maio
Pensieri in piazza Bra

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Ieri sera in piazza Bra, guardando l'Arena in cui stava per andare in scena la Carmen - scrive la Olga - mi è venuto in mente Di Maio, vice premier e ministro del Lavoro del governo pearón, cioè gialloverde. Non è che il capo politico dei Cinque Stelle sia nei miei pensieri, tutt'altro, ma qualche ora prima avevo letto il giornale che parlava del reddito di cittadinanza su cui i Cinque Stelle hanno costruito il loro successo elettorale. Ho letto che Di Maio, avendo fatto i conti senza l'oste, cioè lo Stato che con le pèsse al cul non può tirare fuori i miliardi che servirebbero per stipendiare tutti i disoccupati, sia di fatto che di vocazione, ha ristretto ulteriormente il campo degli aventi diritto alla tanto attesa manna. Ora potrà usufruire del reddito di cittadinanza solo chi, dopo aver perso il posto e ne sta cercando uno nuovo, si metta gratuitamente a disposizione del sindaco della propria città per lavori di pubblica utilità. To', mi sono detta, l'anno prossimo, alla fine di ogni opera, l'Arena sarà ripulita dai percettori dell'assegno di sussistenza, ed è solo per questo che ho associato la Carmen a Di Maio. Con me c'era il mio Gino che ho reso partecipe del mio pensiero. «Non solo l'Arena - mi ha risposto - ma, insieme ai profughi che i fa zà 'sto mestiér, i laorarà de scóa par netàr anca le strade e i giardini da le fóie che casca dai àlbari e i taiarà l'erba alta drìo a l'Àdese». «Sì - gli ho detto - ma qua casca el musso perché i tanti pelandroni che speravano di aver diritto al reddito di cittadinanza standosene ogni giorno a guardarsi il bìgolo della pansa iè taià fora. No avendoghe óia de laoràr, no i ciaparà mai in man 'na scóa par sfadigàr gratis a le dipendènse de un sindaco». «La verità è - ho detto ancora al mio Gino - che Di Maio, dopo aver promesso schei anche ai magna a ufo, cerca il modo di despetolàrsi sfoltendo sempre più il numero degli aspiranti all'assistenza statale e la prossima mossa sarà quella di stringere ancora di più il cerchio scegliendo gli aventi diritto in base alle caratteristiche fisiche (biondi piuttosto che mori o viceversa: ma ci sarà chi si tingerà i capelli) o al numero delle scarpe o alle taglie del reggipetto di signorine e signore». Il mio Gino ha detto che alla fine i schei li prenderanno forse solo i nani co' le réce a sventola. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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