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20 ottobre 2017

Aree Tematiche

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06.10.2017

L’Arena come una ramina
in cui si cuoce di tutto

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Tutti vogliono l’Arena, scrive la Olga. E l’orientamento del Comune mi pare sia quello di superare i vincoli della Sovrintendenza per accontentare tutti o quasi. Una volta l’Arena era il tempio della lirica, guai a profanarlo mettendoci dentro qualcos’altro. Equivaleva a una bestemmia.

Anche volendo, si diceva che l’anfiteatro, essendo vècio e carolà, non avrebbe potuto sopportare altre manifestazioni. Poi, improvvisamente el sbragamento.

Il tempio, sconsacrato dall’avvento dei rockettari, continuava a essere vècio ma non più carolà perché poteva reggere alle orde dei fans del Festivalbar e in seguito a quelle dei Ligabue, degli Zucchero e degli Uìnd Music Àuards, che, contrariamente agli spettatori contegnosi della lirica, si dimenano e ballano saltellando sui gradoni, montàndose anca in coparèla e fazéndo estri da mati, con la benedissión della Sovrintendensa.

E se l’Arena sopportava il popolo del rock perché non poteva ospitare gli spettacoli sul giàsso che sono più misurati e riguardosi? E allora vai col giàsso. E perché il giàsso sì e i galà del Vinitaly no?

E allora nella bella cappelliera de piéra da qualche anno si è aggiunto el capèl del galà del Vinitaly con ai fornelli quei cóghi resi famosi dalla televisione ma che i fa da magnàr da schifo. Ma perché il Vinitaly sì e la Fieracavalli no?

E, infatti, la Fieracavalli si è fatta avanti chiedendo l’Arena per l’anno prossimo per celebrarvi i 120 anni di vita con un evento equestre. L’anno dopo toccherà alla ginnastica, com’è nei desideri del consigliere Bianchini, e non è detto che prima ci possa essere un torneo di Volley che aprirebbe la strada al basket, al rugby e forse al balón, magari al derby Hellas-Chievo.

Insomma l’Arena col passare degli anni viene considerata sempre più come un contenitore, ’na ramìna dove se pol cózar de tuto, dai bìgoli alla pasta e fasói, dalle patate alle rave. El cavalier Marandèla, el melomane del bareto, el stòrse el naso, el se insùsta ma i tempi sono cambiati, il tempio è diventato ’na vàca da mónzar fin allo sfinimento.

Ma le piére èle o no èle carolà? Par de no se la Sovrintendensa la tase e se sui vincoli «si può discutere», come dice el Bianchini. L’oste Oreste sogna un torneo di bocce. Possibile? Perché no, basta pagare.

Silvino Gonzato
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