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11 dicembre 2017

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07.12.2017

In bus col coltello
Chi rischia e chi no

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Silvino Gonzato

Ho letto su «L’Arena» di ieri - scrive la Olga - che alla stazione degli autobus di Porta Nuova i carabinieri avrebbero denunciato un giovane perché con un coltello da cucina avrebbe minacciato un autista che non lo voleva far salire senza biglietto. ’Sti pòri autisti, me son dita, i rì-scia la pèle ogni giorno con tuti ’sti delinquenti che i pretende de viagiàr a maca quando la regola è che anche i muniti di coltello o altro tipo di arma si devono adeguare a pagare se vogliono usare il mezzo pubblico perché l’Atv non fa distinzioni. Bisognerebbe però avvisarli con un cartello bene in vista, magari multilingue, perché non sorgano spiacevoli equivoci. Ogni volta che io e il mio Gino prendiamo l’autobus giochiamo a indovinare chi possa avere el cortèl in scarsèla. Anche se un cortèl da cusìna, a meno che non sia uno di quei corteléti con cui si pelano in funghi o si tolgono le miòle dai pomi, è difficile che ci stia in scarsèla se non la si è sbusata apposta per farcelo stare. Bisogna ovviamente distinguere tra chi porta il coltello per sbuelàr all’occorrenza l’autista o un passeggero e chi invece lo porta per difesa personale, come el Toni Cóa del bareto che non sale mai su un autobus senza il suo cortèl seghettato con cui seziona i polastri prima di metterli in téia. E bisogna fare un’ulteriore distinzione perché c’è anche chi il coltello lo ha appena acquistato in un negozio di casalinghi e se lo sta portando a casa, caso in cui non ce l’ha in scarsèla ma dentro un pacchetto che a sua volta è contenuto in un sacchetto di plastica. Ecco, la differenza tra un delinquente, un Toni Cóa e un acquirente per motivi culinari sta solo nella confezione. Dirò che comunque io e il mio Gino quando la settimana scorsa abbiamo comprato un set di coltelli da cucina perché quelli che avevamo, a forza di usarli, non avevano più i màneghi, ci abbiamo pensato due volte prima di tornare a casa con l’autobus perché, non potendo infilarli tutti nelle scarsèle, a un eventuale controllo saremmo risultati fuori regola. Abbiamo comunque preso l’autobus a nostro rischio e pericolo, dopo esserci detti che al massimo ci avrebbero condannati ai domiciliari ma devo dire che per tutto il viaggio ho avuto le buèle intorcolate. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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