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25 settembre 2018

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La Posta

03.05.2018

Il cortile di Giulietta?
Chiuderlo subito

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Farà discutere - scrive la Olga - la richiesta dell'associazione "No ghe ne podémo più" fondata e presieduta dal ragionier Dolimàn, di chiudere immediatamente il cortile di Giulietta fino a che, dice il comunicato pubblicato su La Gronda, «non sarà garantita la sicurezza alle folle dei visitatori che non hanno vie di fuga in caso di panico provocato da fatti imprevedibili». Intervistato dal giornale, el ragionier Dolimàn ha detto che dopo il caos del primo maggio la giunta paradiso di Sboarina non può più menare il Gengiscàn (così si chiama il cane del bareto) per l'aia in attesa di una soluzione che non riesce a prendere. El ragionier si appella quindi al prefetto «perché prenda in mano el balìn e chiuda baracca e burattini prima che sia troppo tardi». Dubito che l'appello verrà accolto ma condivido la preoccupazione dell'associazione "No ghe ne podémo più" alla quale peraltro sono iscritta. Mentre il Comune sta ancora decifrando il rebus "si entra da dove non si esce o si esce da dove non si entra?" non si preoccupa del fatto che a un qualsiasi mona, come è successo a Torino, nel bel mezzo della calca possa venire in mente, per vedere l'effetto che fa, di gridare alla bomba scatenando il finimondo. Si mettono i niù gèrsi a difesa di piazza Bra e non ci si cura del fatto che via Cappello possa diventare come Pamplona quando si liberano i tori per le strade. Il mio Gino dice che almeno si dovrebbero fare simulazioni di esodo come fa la Protezione civile nelle scuole, ma dove vuto esodàr se uscendo in via Cappello, l'unica via di non fuga, trovi il muro della gente in entrata che rampèga sui muri per starci tutta? Bisognerebbe che fossero calate delle corde dalle finestre ma tirare su tutti sarebbe macchinoso. Alla mia amica di Innsbruck, la Brigitte, il giorno in cui col suo Hans si è trovata intruppata nel cortile di Giulietta, è venuta l'ansia, tanto che suo marito, perché si calmasse, ha dovuto mettersela in coparèla. Ma mi ha detto che succedeva anche il contrario e cioè che le donne si mettevano in coparèla mariti e fidanzati. Ricordo che le ho detto che però il riordino era questione di giorni. Gliel'ho detto dieci anni fa. •

Silvino Gonzato
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