26 marzo 2019

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La Posta

26.09.2018

Il Catullo e gli australiani
Qui cangura ci cova

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Silvino Gonzato Pensavo che il mio Gino fosse imbriago - scrive la Olga - quando mi ha detto di aver visto entrare nella sede della Camera di Commercio tre australiani con altrettanti borsoni pieni de schei. Gli ho chiesto come facesse a sapere che erano australiani e che i borsoni erano pieni de schei. Mi ha risposto che indossavano berretti col logo del canguro ma che sui schei ha tirato a indovinare perché i borsoni erano simili a quelli con cui i cinesi entrano nei bar per comprarli, come hanno fatto a San Zen, a San Michel, a Montorio e in altre parti della città dove alla vista delle palanche, i paróni i sà comossi e i g’à molà tuto, anca el grembiàl che i g’àvéa intorno. Il giorno dopo ho letto l’articolo de L’Arena dove si diceva che un fondo d’investimento australiano vuole comprare l’aeroporto Catullo che è in parte veronese e in parte venessiàn e ho dovuto riconoscere che il mio Gino el g’à òcio. Ho letto che né i veronesi né i venessiàni, adesso che l’aeroporto è in salute, hanno intenzione di venderlo, ma non mi spiego allora come mai le riunioni con gli australiani continuino. Né mi spiego come dei foresti siano venuti dall’altra parte del mondo per comprare qualcosa che non è in vendita. Suppongo che abbiano fatto una telefonata prima di sorbirsi ventiquattro ore di volo e che ci sia stato chi l’ha ricevuta. Dubito insomma che siano capitati qui per caso. El Vacamòra se vuole comprare una vacca va in un posto dove sa che vendono vacche, non va al Bricoman. Se poi gli australiani, come pare, hanno portato con sé delle scartoffie col piano di sviluppo dell’aeroporto, è difficile pensare che a monte non ci siano stati dei contatti incoraggianti. Il mio Gino ha fantasticato sui borsoni pieni de schei ma, secondo el ragionier Dolimàn, gatta ci cova o, meglio, cangura ci cova, e dice che l’aeroporto, tutto o in parte, più probabile quella venessiàna, diventerà australiàn. Riello, presidente di Aerogest, la società che ha la maggioranza del Catullo, nega e così il socio venessiàn Marchi, ma questo, per chi, come el ragionier, dice di saperla lunga sul mondo degli affari, è una mezza ammissione. Oggi ci sarà una nuova riunione tra chi non vuole vendere e chi vuole comprare da chi non vuole vendere. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato
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